Listeners:
Top listeners:
play_arrow
GR News
play_arrow
Giornale Radio
play_arrow
Radio Podcast
play_arrow
70-80.it
play_arrow
Radio Italia Network

(dell’inviato Domenico Palesse)
Per raggiungere Villa Lysis bisogna
inerpicarsi sulla vetta del monte Tiberio. Rigorosamente a
piedi. Da lassù la piazzetta simbolo di Capri diventa un puntino
da cui si dipanano le strette stradine dell’isola. La
riproduzione in bronzo della David vigila sul molo, come a voler
richiamare le migliaia di turisti che ogni giorno approdano
sull’isola, mentre il sole del tramonto illumina le sue forme. È
qui che Jago ha scelto di realizzare il suo nuovo laboratorio,
all’interno del secondo museo che inaugurerà tra due giorni,
bissando così l’esperienza di Napoli. “Qui ho trovato una follia
che sa d’amore”, racconta all’ANSA durante una visita privata
all’interno della sua ‘casa’, il luogo dove passerà la sua
estate, tra argille, gessi e marmo.
Idee che diventano progetti, modelli e sculture. Nel
laboratorio affacciato sul golfo di Napoli si respirano
creatività e passione, elementi che seguono un ritmo che sembra
fuori dal tempo, lento e riflessivo, proprio come l’isola che lo
ospita. Seduto su una delle casse di legno che poco prima
custodiva una delle sue opere, Jago si racconta, circondato dai
modelli di argilla di donne, le protagoniste del suo nuovo
lavoro. “Rappresenteranno la bellezza araba e saranno velate”
rivela l’artista, mostrando poi per la prima volta il progetto
della ‘David velata’ che campeggia alle sue spalle.
“La decisione di utilizzare la velatura nelle tante opere che
sto realizzando – aggiunge – mi dà l’opportunità di offrire allo
spettatore la possibilità di mettersi nei panni dello scultore,
innescando il meccanismo della creatività. Bisogna immaginare
cosa c’è sotto o dentro. Ognuno vedrà ciò che crede in base alle
proprie esperienze. Come mi piace dire sempre, le mie sculture
sono di proprietà di chi le osserva”. “Realizzarle in questo
luogo – sottolinea – è interessante, diventa misterioso come
questo spazio o il tragitto che serve per arrivare qui”.
Un sentiero che i visitatori potranno attraversare a partire
dal 20 giugno, data di apertura dello Jago Museum Capri, il
secondo realizzato dallo scultore ciociaro e che sorge, ancora
una volta, in Campania. “Mi sono innamorato di questo posto –
racconta -. Si è così innescato quel pensiero folle che mi porta
a realizzare la cosa più assurda possibile”. Come, d’altronde,
sono alcune delle sue opere più celebri, come quella dello
‘svestito’ papa Ratzinger. Ma il laboratorio ospita anche
provini e modelli di quelle che, un giorno, potranno diventare
nuove opere in marmo. Come quella dedicata al mito di Ciparisso,
l’amante di Apollo trasformato in un albero del cipresso, o
quella, supersegreta, ispirata all’attualità.
“Questo luogo mi condiziona, così come lo stanno facendo già
le persone che lo abitano – conclude -, perché ho scoperto dei
modi di fare, dei modi di trasformare le idee in relazione al
posto che sono completamente diverse da quelle che si trovano in
altri posti, come la capacità di dare forma a tutto questo in
meno di un anno”.
E in “tutto questo” lo scultore sarà immerso per i prossimi
mesi, nella tranquillità dell’isola, con il riflesso del mare
sui vetri delle finestre affacciate sul golfo. Poi il ritorno a
Napoli per completare la sua ‘tela di Penelope’, quella immensa
David di marmo che segnerà un nuovo capitolo della sua carriera.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Scritto da: Redazione
Testata Giornalistica “GR News” registrata presso il Tribunale di Milano - Registro Stampa N° 194/2022 | GR News - Iscrizione al R.O.C. Registro Operatori della Comunicazione – Reg. n° 33572 - Copyright ©2025 Nextcom Srl – Società editoriale - P. IVA 06026720968 - TEL 02 35971400 – WHATSAPP 349 182 75 01
GR News® è un marchio registrato in Italia Europa UK
Commenti post (0)