Breaking News

Nuovo stop lunedì per la produzione della 500 a Mirafiori, allarme sindacati

today10 Luglio, 2026

Sfondo
cdc0156bfd542e024d3d3052045b3717

Anche la prossima settimana, lunedì
13 luglio, Stellantis fermerà la produzione della Fiat 500 alle
Carrozzerie di Mirafiori. Lo rendono noto i sindacati. L’azienda
ha motivato la decisione con la mancanza di motori.

   
“Ormai queste fermate produttive si ripetono
strutturalmente tutte le settimane e ogni volta ripetiamo che
questi sono campanelli di allarme gravi. Non smetteremo di
denunciare questa situazione né di indicarne le vere cause che
stanno nella mancata attribuzione di un nuovo modello oltre la
500 e nella mancanza di investimenti per una nuova linea di
produzione. Elkann e Filosa hanno la responsabilità di questo
continuo declino a cui hanno destinato il nostro territorio e
con loro tutte le Istituzioni che nulla stanno facendo o dicendo
per invertire questa rotta” afferma Gianni Mannori della Fiom
torinese.

   
“Si evidenziano in modo chiaro le criticità già emerse
nelle settimane precedenti sulle produzioni della Fiat 500
Ibrida. Essere riusciti, con sforzi notevoli, a presentarsi
operativi all’appuntamento produttivo, dimostrare di riuscire a
fare i numeri richiesti e poi vedersi stoppare continuamente è
frustrante e mette in discussione la fiducia che si stava
iniziando a creare con la nuova dirigenza del Gruppo. In un
momento così delicato, non ci si possono permettere debolezze di
questa natura. Alla luce dei fatti, l’azienda deve analizzare a
fondo le criticità che hanno portato a questa défaillance e
porre rimedio in maniera strutturale” aggiunge Rocco Cutrì,
segretario generale della Fim torinese.

   
“Esprimiamo forte preoccupazione per la tenuta produttiva e
occupazionale dello stabilimento Stellantis di Mirafiori, serve
un modello ‘ponte’ per traghettare il sito verso il 2030”
aggiunge il segretario generale della Uilm Torino, Luigi Paone.

   
“I continui rallentamenti che stanno interessando la produzione
della 500 ibrida – sottolinea Paone – pongono seri interrogativi
sul futuro dello stabilimento e creano incertezza per i
lavoratori. Per questo riteniamo fondamentale l’introduzione di
un modello ‘ponte’, che possa sostenere i volumi produttivi
dello stabilimento fino al 2030, in attesa dell’avvio della
nuova famiglia di prodotti. Bisogna garantire la saturazione
dell’impianto e tutelare i lavoratori somministrati, assicurando
la loro permanenza in organico ed evitando una perdita di
salario che colpirebbe duramente le famiglie coinvolte”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da:

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *