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Re Carlo parlerà di colonialismo e schiavitù nei Caraibi, atteso mea culpa

today2 Ottobre, 2026

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Re Carlo III, atteso dal 27 al
ottobre al 4 novembre nella regione dei Caraibi da un delicato
tour in vari Paesi del Commonwealth, non intende “eludere” il
tema del colonialismo e del traffico di schiavi legati alle
memorie più oscure del defunto Impero Britannico come di altre
potenze europee. Lo hanno sottolineato oggi fonti di Buckingham
Palace, a margine delle diffusione di alcuni dettagli sulla
delicata visita, che vedrà Carlo far tappa in Guyana (nel
continente latino americano), nelle isole Bahamas e infine ad
Antigua e Barbuda: dove verrà raggiunto dalla regina Camilla e
dove a inizio novembre presiederà un vertice annuale dei capi di
governo del Commonwealth.

   
Il monarca, che compirà 78 anni a novembre, è deciso a
ricordare anche “i giorni più oscuri” del passato del suo Paese
e della monarchia, hanno detto le fonti di palazzo, per poi
sottolineare come “dibattiti importanti siano in corso sul tema
dell’eredità coloniale e delle conseguenze transgenerazionali
legate al traffico attraverso l’Atlantico di persone ridotte in
schiavitù”. L’attesa, secondo i media, è di una sorta di mea
culpa a nome dei suoi predecessori, per le responsabilità
britanniche del passato, dopo che già nel 2021, allora in veste
di principe di Galles, il primogenito della regina Elisabetta II
aveva toccato l’argomento con ammissioni senza precedenti nei
toni di casa Windsor: parlando della tratta degli schiavi come
di “un’atrocità” destinata a “macchiare per sempre la nostra
storia”.

   
I Paesi caraibici del Commonwealth, alcuni dei quali
orientati a non riconoscere più il sovrano britannico come capo
di Stato, secondo l’esempio di quanto fatto da Barbados con la
trasformazione formale in repubblica di 5 anni fa, chiedono
peraltro da tempo scuse formali da parte degli Stati europei
eredi delle potenze coloniali del passato e in particolare dal
Regno Unito; nonché riparazioni economiche potenzialmente
multimiliardarie per compensare le conseguenze storiche dello
schiavismo. Risarcimenti su cui i governi di Londra si sono
finora sempre rifiutati di aprire il minimo spiraglio concreto
di negoziato.

   

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