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Riad prepara ‘una coalizione navale per difendere il Mar Rosso’

today30 Luglio, 2026

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La chiusura dello stretto di Hormuz
sposta il baricentro della sicurezza energetica saudita dal
Golfo al Mar Rosso, e Riad ne trae ora la conseguenza militare:
il regno si prepara ad annunciare una coalizione navale
multinazionale a comando saudita e composta da decine di Paesi.

   
E’ la prima volta che il regno petrolifero del Golfo chiede a
mezzo mondo di proteggere una rotta che serve anzitutto le sue
esportazioni di greggio. Sebbene la retorica ufficiale presenti
l’iniziativa per “difendere il Mar Rosso”, osservatori regionali
fanno notare che l’azione di Riad serve prima di tutto per
garantire le esportazioni saudite di petrolio e, dunque,
l’intera architettura energetica di cui Washington è garante.

   
Da quando la guerra americana e israeliana contro l’Iran ha
chiuso Hormuz, da cui usciva l’80% del greggio del regno, oltre
la metà delle esportazioni viaggia via terra fino ai terminali
di Yanbu, sul Mar Rosso. Il Paese che nel 2015 aveva dato vita e
comandato una coalizione internazionale per bombardare gli
allora ribelli Houthi in Yemen, oggi invoca una seconda alleanza
globale per proteggere i propri interessi dalla minaccia degli
stessi Houthi.

   
Sulla carta la coalizione invocata da Riad allinea Egitto,
Sudan, Gibuti e Somalia, oltre a Pakistan, Qatar, Bahrein e
Kuwait. Ma senza gli Stati Uniti, avvertono fonti diplomatiche,
non decolla. Parigi, Berlino e Roma aspettano la mossa
americana, pur essendo già nell’area con la missione europea
Aspides, da marzo sotto comando italiano. L’assenza più
eloquente è però quella degli Emirati Arabi che non sono stati
nemmeno invitati.

   

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