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San Luigi de’ Francesi, la croce di Othoniel in cui si specchia Caravaggio

today21 Settembre, 2026

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(di Cinzia Conti)
Un rosario di perle rosso sangue si
appoggia su un’ossidiana luminosa su cui si riflettono i
particolari delle tre opere di Caravaggio che sono il tesoro
inestimabile della cappella Contarelli. Nella chiesa di San
Luigi de’ Francesi, una delle cinque appartenenti ai Pii
Stabilimenti della Francia a Roma, arriva la croce dell’artista
Jean-Michel Othoniel ad arricchire l’altare dell’eccezionale
cappella che custodisce il ciclo di San Matteo, prima importante
commissione pubblica caravaggesca. Dopo il restauro della chiesa
barocca – la cui illuminazione, le dorature e i marmi sono stati
oggetto di un intervento durato diversi anni – l’amministratore
dei Pii Stabilimenti, fra Renaud Escande, ha chiesto un progetto
all’artista francese già famoso per la realizzazione di numerose
croci, in particolare per le cappelle del Ponte di Avignone, per
la cappella di Tadao Ando ad Aix-en-Provence e per il tesoro
della cattedrale di Angoulême.

   
“La cappella, il cui accesso all’interno è vietato al
pubblico, – dice Escande – è uno dei luoghi più visitati di
Roma. Da 2.000 a 4.000 persone passano ogni giorno davanti ai
Caravaggio, si fermano un momento per ammirare le opere,
leggono, se lo desiderano, i testi di presentazione nelle guide
o sui pannelli esplicativi e, soprattutto, scattano foto – per i
più agili, dei selfie. Non si possono sondare i cuori e sapere
se, tra i turisti, i pellegrini e i turisti-pellegrini, vi sia
chi compie una vera esperienza spirituale; sta di fatto, però,
che allo stato attuale la Cappella Contarelli, sebbene situata
nel cuore della chiesa nazionale di Francia a Roma, è oggi più
un museo che un luogo di preghiera e di meditazione”.

   
Da qui il tentativo di ritrovare la dimensione pastorale che
aveva progressivamente perduto. Grazie a un lavoro digitale e
virtuale in tre dimensioni, Othoniel e il suo studio hanno
scansionato il vetro d’ossidiana e posizionato con precisione
tre faccette nella pietra, affinché possano riflettere le figure
del santo e dell’angelo nei tre dipinti del Caravaggio Per
realizzare quest’opera, l’artista ha creato nel suo atelier a
Parigi una replica esatta della Cappella Contarelli in scala
reale. Questa architettura effimera gli ha permesso di scolpire
la pietra d’ossidiana in funzione della sua posizione
sull’altare e all’interno dell’architettura. Ha potuto così
verificare i calcoli effettuati al computer e l’esatta posizione
delle superfici riflettenti tra le repliche dei tre quadri. Su
ciascuna di queste facce, lucidate come specchi neri, appaiono i
volti di san Matteo nei diversi momenti della sua storia
cristallizzata da Caravaggio.

   
“Umile, discreta, collocata nel cuore della cappella, la
croce di Othoniel condensa in un punto di fuga il messaggio più
bello che l’umanità abbia mai potuto scrivere: la vita trionfa e
la morte muore in un grido d’amore. Con questa croce, speriamo
di ricordare a tutte le persone venute ad ammirare i capolavori
del Caravaggio che la vita di san Matteo, magnificamente dipinta
qualche secolo fa, assume il suo significato e il suo splendore
solo perché un uomo, in un giorno della storia, ha voluto
rispondere alla chiamata di questo Dio fatto uomo, morto e
risorto per amore nostro” dice ancora Fra Renaud Escande.

   
Sulla scelta dell’ossidiana “proveniente dal nero del vetro
dei vulcani” su cui si riflette San Matteo “volto di tutti gli
uomini nella loro complessità, nella loro sofferenza e nella
loro bontà”, Othoniel dice: “In questo vetro, il più antico che
l’umanità abbia mai conosciuto, l’uomo ha sempre visto la
propria immagine uscire dalle tenebre per andare verso la luce:
uno specchio dell’anima. È l’ombra della Croce che illumina il
mondo”.

   

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