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Trump: ‘I negoziati con l’Iran procedono lenti, non avranno l’arma nucleare’

today31 Maggio, 2026

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“I negoziati procedono
lentamente, ci vuole molto tempo. Non ho fretta. Mi piacerebbe
dire di avere fretta – perché i prezzi della benzina sono
destinati a raddoppiare – ma se si va di fretta, non si conclude
un buon affare”. Lo ha detto il presidente americano Donald
Trump intervistato dalla nuora Lara Trump su Fox News,
assicurando che l’Iran non avrà l’arma nucleare e dovrà
garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

   
I negoziati procedono “lentamente, ma inesorabilmente. Stiamo
ottenendo, credo, ciò che vogliamo: e se non dovessimo ottenere
ciò che vogliamo, la faccenda si concluderà in un modo diverso.

   
Tutto ciò è interessante”, ha aggiunto Trump nell’intervista
alla moglie di suo figlio Eric, rilasciata giovedì, in base
all’agenda degli impegni presidenziali diffusa dalla Casa
Bianca. Il tycoon ha anche osservato che un accordo che “non
risultasse vantaggioso per noi rappresenterebbe, in definitiva,
proprio quella linea che non va superata: una situazione che si
sta evolvendo proprio in questo momento. È questo il mio
mestiere: io negozio. Anche loro negoziano; sono negoziatori
molto rapidi, sono astuti, ma alla fine siamo noi ad avere tutte
le carte in mano, poiché li abbiamo sconfitti militarmente”, ha
affermato The Donald, prima di ricordare i successi militare
degli Stati Uniti. “Guardate: la loro Marina non esiste più.

   
Avevano 159 navi; ebbene, ognuna di giace ora sul fondo del
mare. Proprio tutte: abbiamo persino scattato fotografie mentre
affondavano, immagini di centinaia di navi che colavano a picco.

   
La loro Marina è stata annientata al 100%. La loro Aviazione è
stata annientata al 100%. Per quanto riguarda le loro forze
armate terrestri, le abbiamo lasciate sostanzialmente intatte,
poiché riteniamo che il loro esercito sia, in qualche misura,
seppur parzialmente, moderato”, ha poi spiegato Trump. “Vi sono,
tuttavia, altre figure al loro interno che non sono affatto
moderate. Di quelle ce ne siamo occupati noi. Abbiamo rimosso
quelle diverse forme di leadership, lasciando intatta invece la
struttura militare vera e propria. Molti rimarrebbero sorpresi
nell’apprendere questo dettaglio, poiché in passato sono stati
commessi errori bellici in cui si è proceduto a spazzare via
ogni cosa”, ha concluso.

   
Trump ha richiesto diversi emendamenti all’accordo che i suoi
inviati hanno raggiunto con le controparti iraniane, durante la
riunione nella Situation room di venerdì: lo riporta Axios, in
base a quanto appreso da un alto funzionario
dell’amministrazione e da una seconda fonte vicina al dossier.

   
Trump vuole l’accordo e prevede di finalizzarlo a breve, ma
intende rafforzare diversi punti a lui cari, in particolare
quelli relativi al materiale nucleare dell’Iran, secondo due
funzionari Usa. La richiesta di Trump ha innescato un nuovo
ciclo di scambi tra le parti, che potrebbe protrarsi per diversi
giorni. Trump ha annunciato venerdì una riunione di gabinetto
nella Situation Room in merito all’accordo, lasciando intendere
di essere propenso ad accettarlo. Dopo l’incontro, un
funzionario della Casa Bianca ha detto ai giornalisti che il
presidente “concluderà un accordo solo se vantaggioso per
l’America, se rispetterà le sue ‘linee rosse’ e garantirà che
l’Iran non possa mai dotarsi di un’arma nucleare”. I funzionari
iraniani, invece, hanno riferito ai loro media di non aver
approvato il testo definitivo, malgrado due funzionari americani
avessero sostenuto, all’inizio della settimana, che Teheran
fosse pronta a firmare e che la decisione finale spettasse ormai
esclusivamente a Trump. Secondo le due fonti, ha aggiunto Axios,
il tycoon ha chiesto al suo staff di apportare modifiche
specificamente alle clausole sul programma nucleare iraniano.

   
Nella forma originaria, il memorandum includeva l’impegno di
Teheran a non perseguire la realizzazione di armi nucleari,
senza prevedere concessioni specifiche oltre a tale impegno. Il
testo fissa 60 giorni per negoziare gli impegni nucleari
dell’Iran e la revoca delle sanzioni da parte degli Usa: i primi
punti all’ordine del giorno riguardano le modalità di
smaltimento delle scorte di uranio arricchito dell’Iran e le
misure per limitare ulteriori arricchimenti. “Si tratta di
definire con più precisione le modalità con cui gli Usa
acquisiranno il materiale e le relative tempistiche”, ha detto
l’alto funzionario sull’uranio arricchito. La seconda fonte ha
aggiunto che Trump vorrebbe modificare la formulazione di alcuni
passaggi sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo
quanto comunicato a Trump, saranno necessari circa tre giorni
prima che la controparte iraniana fornisca una risposta. “Sono
letteralmente nelle caverne e non usano la posta elettronica”,
ha notato l’alto funzionario. La convinzione è che “si
raggiungerà un accordo. Quanto alla sua imminenza, vedremo.

   
Siamo disposti ad attendere perché il presidente ottenga ciò che
chiede. Potrebbe volerci una settimana. Potrebbe volerci meno o
di più. All’inizio della prossima settimana, speriamo di avere
qualcosa”. I media statali iraniani hanno riferito che un
accordo è imminente, malgrado non sia ancora definitivo,
sostenendo che l’Iran riceverebbe miliardi in fondi congelati:
una circostanza smentita però dalla Casa Bianca.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da: Redazione

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