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Uil, i Comuni recuperano solo 0,02% del fisco evaso

today17 Luglio, 2026

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Dopo oltre un decennio
dall’introduzione degli strumenti per coinvolgere le
amministrazioni comunali nel contrasto all’evasione fiscale,
l’effettivo contributo dei Comuni “è ancora un’eccezione anziché
una componente strutturale delle politiche di compliance e di
equità fiscale”. È quanto evidenziato dall’analisi svolta dal
Servizio stato sociale, politiche fiscali e previdenziali,
Mezzogiorno, immigrazione della Uil, secondo cui i Comuni
recuperano solo 0,02% del fisco evaso.

   
Ai Comuni, viene spiegato, è attribuita una quota
incentivante pari al 50% delle maggiori somme riscosse, anche a
titolo non definitivo, relative ai tributi erariali. Secondo
elaborazioni preparatorie alla legge di bilancio per l’anno
2025, il magazzino dei crediti fiscali locali ammonta a circa 25
miliardi di euro. Quindi, a disposizione dei comuni, ci
sarebbero 12,5 miliardi. Tuttavia l’importo spettante ai Comuni
per le riscossioni effettuate nel 2024 ed erogato nel 2025, è
pari a 2.508.439,46 euro, ovvero circa lo 0,02% di quanto
potenzialmente recuperabile dalle amministrazioni locali. Per di
più, “le somme in questione riguardano poche amministrazioni,
mentre nella stragrande maggioranza dei casi l’ammontare
recuperato è pari a zero o a poche decine di euro”. La Uil
evidenzia ad esempio che a Roma si registrano solo 10.145 euro o
che in tutta la Lombardia siamo a poco più di un milione.

   
Secondo il Servizio della Uil diretto dal segretario
confederale Santo Biondo, che ha elaborato i dati del ministero
dell’Interno relativi al contributo erogato ai Comuni per la
partecipazione all’attività di accertamento e recupero
dell’evasione fiscale, “ciò avviene a causa della carenza di
personale qualificato, della ridotta capacità amministrativa e
della complessità delle procedure. Tutti fattori che incidono in
modo determinante sulla possibilità di partecipare attivamente
alle attività di segnalazione e accertamento. Inoltre, molti
crediti risultano difficilmente esigibili, soggetti a
contenziosi o caratterizzati da tempi molto lunghi di recupero,
compromettendo le capacità di riscossione”.

   

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