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Villaggio inglese ‘anti-migranti’ vota per separarsi simbolicamente da Gb

today15 Settembre, 2026

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‘Referendum’ simbolico oggi in un
piccolo borgo inglese, Piddington, dove i residenti si sono
convocati alle urne per votare su una loro fantomatica
separazione dal Regno Unito: nell’ambito di una delle proteste
più eccentriche contro l’immigrazione fra le molte organizzate
spontaneamente sull’isola negli ultimi tempi o animate dalla
destra britannica più o meno radicale.

   
Il risultato, che non ha, come è ovvio, alcun valore
legale, è scontato viste le dimensioni del villaggio,
incastonato nel verde dell’Oxfordshire, una delle contee
mediamente più benestanti dell’Inghilterra. A esprimersi sono
chiamati infatti in tutto circa 370 persone, l’intera
popolazione residente adulta, dopo che lo svolgimento della
consultazione era stato già approvato a luglio da un’assemblea
generale di cittadini con 175 sì e solo 7 no.

   
A scatenare il malumore degli abitanti è l’opposizione a un
piano annunciato nei mesi scorsi dal governo laburista per la
trasformazione di un deposito militare di proprietà del
ministero della Difesa nella vicina area di Bicester in un
centro di raccolta in grado di ospitare fino a 1.250 richiedenti
asilo di sesso maschile tra i 18 e i 65 anni d’età. La protesta
ha trovato una certa comprensione da parte del nuovo premier
Andy Burnham, che nelle scorse settimane aveva assicurato di
“comprendere le preoccupazioni della gente” e di voler “valutare
con attenzione le obiezioni dei buoni cittadini di Piddington”:
in particolare quelle sollevate a nome delle donne che temono
molestie o attacchi sessuali, sulla falsariga di episodi del
genere attribuiti in passato a migranti e stranieri in altre
zone del Regno .

   
Questo non ha però fermato il ‘referendum’ odierno.

   
Iniziativa a cui si sono precipitati a dare solidarietà sul
posto i ministri ombra dell’Interno e delle Pari Opportunità
dell’opposizione Tory, Chris Philp e Joy Morrissey, esponenti
paradossalmente d’un partito cardine dell’unionismo britannico.

   
Oltre che esponenti donne di spicco di Reform Uk, la formazione
dell’ultradestra anti-immigrazione d’ispirazione trumpiana
guidata da Nigel Farage, quali Sarah Pochin o Suella Braverman.

   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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