Economia

Per Artigianato e PMI un 2026 all’insegna dell’incertezza

today7 Gennaio, 2026

Sfondo

Da un’indagine condotta dalla CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato) è emerso come sia ancora quello dell’incertezza lo stato d’animo che condiziona le aspettative economiche della maggioranza degli artigiani e delle piccole imprese, per il 2026. Il sondaggio ha coinvolto – come ogni anno – un campione di oltre 2.500 imprese rappresentativo del tessuto produttivo italiano.

In generale, il 53% degli imprenditori preferisce non azzardare previsioni particolarmente nette, ma all’interno dell’analisi effettuata si sono, comunque, registrati alcuni interessanti cambiamenti. Gli ottimisti (23,8%) superano, infatti, i pessimisti e la percentuale sale in modo significativo tra gli imprenditori under 40. A migliorare è, inoltre, anche l’atteggiamento positivo nei confronti del Mezzogiorno, mentre le maggiori criticità si confermano in relazione alla carenza di personale, ai costi energetici ed alla concorrenza sleale.

Il contesto internazionale e le prospettive dell’economia italiana

L’incertezza che prevale tra gli artigiani e le piccole imprese è ancora quella determinata da un contesto internazionale, segnato da guerre, tensioni geopolitiche e politiche commerciali alimentate da parte delle principali potenze mondiali, come Stati Uniti, Cina e Russia.

Non a caso, in uno scenario di questo tipo, quasi un imprenditore su 4 prevede una crescita dell’economia italiana, mentre il 23,2% si aspetta un andamento negativo. E il livello di incertezza va poi a superare la quota del 58% se ci si riferisce alle risposte date in merito al previsto andamento specifico della propria impresa.

Qui, tra l’altro, a crescere è pure la percentuale di coloro che si aspettano addirittura risultati in peggioramento (26,1%), mentre soltanto il 15,5% si sente di scommettere su una prospettiva di miglioramento. Anzi, più in dettaglio, un’impresa su tre prevede una contrazione del suo fatturato, soprattutto per quanto concerne la componente inerente le esportazioni.

Investimenti: prudenza diffusa

Ed è sempre l’analisi pubblicata dalla CNA a segnalare come quasi il 40% del campione intervistato preveda di ridurre gli investimenti, mentre soltanto un’impresa su sei ha in programma di aumentare la spesa da destinarsi agli investimenti in beni strumentali.

Passando poi ad indagare le aspettative delle PMI per quanto riguarda i livelli occupazionali, la CNA rivela come quasi il 70% degli imprenditori sondati preveda la stabilità del proprio organico aziendale, il 20% una riduzione mentre è solamente il 10% ad indicare un aumento numerico dei propri dipendenti.

Le differenze settoriali

A livello settoriale, le previsioni negative riguardano soprattutto la manifattura e sono in larga parte alimentate dalle difficoltà dell’automotive e da quelle del tessile-abbigliamento.

Nel settore dei servizi le indicazioni positive e negative tendono, invece, a bilanciarsi (coinvolgendo circa un’impresa su due), mentre è nel comparto delle costruzioni che prevale l’orientamento più positivo, con il parere ottimistico di oltre il 30% del campione esaminato.

Le differenze territoriali

Estendendo poi l’analisi a livello territoriale, sono le imprese del Mezzogiorno quelle che mostrano un deciso miglioramento delle aspettative rispetto allo scorso anno: e ciò avviene sia in riferimento all’andamento complessivo dell’economia (il 35% del totale), che della propria impresa (26%). Le previsioni negative si concentrano, invece, tra le imprese delle regioni centrali.

Artigianato: effetto dell’età degli imprenditori

Infine, l’indagine dell’Associazione artigiana concentra il suo focus sulle classi di età, mettendo in risalto come le espressioni di maggiore pessimismo crescano di pari passo con l’avanzare dell’età. Così come in decisa controtendenza risultano, invece, essere le aspettative degli imprenditori under 40, dei quali, infatti, poco più del 30% prevede un trend almeno positivo del ciclo economico, mentre quasi il 40% stima addirittura un 2026 con risultati aziendali in crescita.

Le conclusioni della CNA

In conclusione, a commento dell’indagine sulle aspettative per il 2026, una nota della Presidenza di CNA ha sottolineato come anche quest’anno a prevalere sia, quindi, l’incertezza. Ciò nonostante, le imprese con aspettative positive superano pur sempre quelle che, al contrario, prevedono un peggioramento dei risultati aziendali.

Purtroppo però, si confermano ancora – pure per il 2026 – “le principali criticità che si chiamano costi dell’energia, concorrenza sleale e carenza di personale”.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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