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today31 Agosto, 2026
Dal 24 settembre 2026 Palazzo Pallavicini, in via San Felice 24 a Bologna, ospiterà la mostra “Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione”, dedicata agli studi e ai progetti del maestro del Rinascimento. L’esposizione resterà aperta fino al 17 gennaio 2027 e proporrà al pubblico una trentina di modelli costruiti a partire dai disegni e dagli studi di Leonardo da Vinci.
Il percorso nasce con l’obiettivo di mostrare il rapporto tra osservazione, progettazione e applicazione tecnica che caratterizza una parte del lavoro di Leonardo. Le macchine esposte non sono infatti opere originali del XV e XVI secolo, ma ricostruzioni realizzate seguendo i principi contenuti nei disegni leonardeschi e utilizzando materiali compatibili con quelli disponibili all’epoca, tra cui legno, cordame e tela.
Leonardo da Vinci è conosciuto soprattutto per la sua attività artistica, ma nei suoi codici sono presenti studi dedicati alla meccanica, all’architettura, all’ingegneria civile e militare, all’anatomia e al volo. I suoi disegni mostrano un metodo basato sull’osservazione dei fenomeni naturali e sulla ricerca di soluzioni tecniche.
La mostra di Bologna concentra l’attenzione proprio su questo aspetto della sua produzione. Le ricostruzioni permettono di osservare in forma tridimensionale progetti che nei codici sono rappresentati attraverso disegni, annotazioni e schemi. Il passaggio dal foglio al modello consente quindi di comprendere il funzionamento di alcune delle macchine studiate da Leonardo e i problemi tecnici ai quali cercava di dare una risposta.
L’esposizione è coordinata da Francesca Bogliolo e organizzata da Pallavicini srl. I modelli sono stati realizzati da Giorgio Cegna, già docente e titolare della prima Cattedra di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, insieme ad allievi provenienti dalla Pusa University di Assisi. Le opere sono state inoltre verificate e codificate dal museografo Luca Pianesi.
Tra le ricostruzioni presenti nelle sale di Palazzo Pallavicini ci sono diversi progetti legati al movimento e al trasporto. Il percorso comprende, tra gli altri, una bicicletta ispirata al disegno attribuito a Leonardo e datato 1493, oltre a modelli dedicati al volo umano.
Sono presenti il paracadute, il deltaplano e l’elicottero. Questi progetti permettono di affrontare uno dei temi studiati da Leonardo: la possibilità di osservare il volo degli uccelli e tradurne alcuni principi in dispositivi costruiti dall’uomo.
Il rapporto tra Leonardo e il volo occupa infatti una parte importante dei suoi studi. Nei suoi appunti sono presenti osservazioni sulle ali, sull’aria e sul movimento, insieme a progetti che cercano di applicare questi elementi alla costruzione di macchine. La ricostruzione dei modelli permette di leggere questi studi attraverso la loro struttura e di capire quali elementi meccanici erano stati ipotizzati.
Un’altra parte della mostra è dedicata alle macchine per il movimento, il sollevamento e la misurazione. Tra i modelli indicati dagli organizzatori ci sono il martello a movimento continuo, il misuratore di vento, sistemi di sollevamento con pesi e carrucole, la carrucola a due pesi, la bilancia scrivente, il cambio di velocità, il pistone e il cric.
Questi progetti mostrano un altro elemento del lavoro leonardesco: l’interesse per i meccanismi che consentono di trasformare una forza, modificarne la direzione o sfruttarla per ottenere un determinato movimento. Le macchine di sollevamento, per esempio, permettono di osservare lo studio delle leve, delle carrucole e della distribuzione dei pesi. Altri dispositivi riguardano invece la trasmissione del movimento e la possibilità di trasformare un moto in un altro.
Il valore della ricostruzione risiede anche nella possibilità di confrontare il disegno con un oggetto tridimensionale. Nei codici Leonardo rappresentava spesso più elementi dello stesso meccanismo da diverse angolazioni, accompagnandoli con annotazioni. Il modello consente di mettere in relazione queste informazioni e di osservare come le singole parti siano collegate.
Tra le opere presenti nell’esposizione c’è anche l’Istrice, una struttura lignea lunga dodici metri ispirata ai bozzetti di Leonardo. Secondo le informazioni diffuse dagli organizzatori, l’installazione è stata realizzata utilizzando legno recuperato da aree colpite da conflitti. Il progetto parte da un ingegno concepito da Leonardo per finalità belliche e lo presenta all’interno del percorso della mostra con un nuovo significato.
La presenza dell’Istrice introduce quindi anche il tema delle applicazioni militari degli studi leonardeschi. Leonardo lavorò infatti a progetti relativi alla fortificazione, all’artiglieria e alle macchine da guerra, accanto alle ricerche dedicate alla costruzione, all’acqua e ai sistemi di trasporto.
La realizzazione dei modelli costituisce una parte centrale del progetto espositivo. Le macchine sono state costruite sulla base dei disegni originali e degli studi contenuti nei codici di Leonardo, con attenzione ai materiali e ai principi tecnici dell’epoca.
Il lavoro ha richiesto quindi una fase di ricerca e interpretazione. Un disegno tecnico di Leonardo non sempre fornisce tutte le informazioni necessarie per realizzare un oggetto funzionante. La ricostruzione deve mettere in relazione disegni differenti, annotazioni e conoscenze sulla meccanica del periodo.
È questo il ruolo del lavoro svolto da Giorgio Cegna e dagli allievi coinvolti nel progetto. I modelli sono stati sottoposti anche a verifica e codificazione museografica, con l’obiettivo di mantenere il collegamento tra le ricostruzioni e le fonti leonardesche.
“Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione” sarà aperta dal 24 settembre 2026 al 17 gennaio 2027, da martedì a domenica, dalle 10 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.30. Sono previste alcune aperture straordinarie, tra cui il 4 ottobre, il 1° e 2 novembre, il 7 e l’8 dicembre e, dal 27 dicembre al 17 gennaio, anche il lunedì. Il 25 e 26 dicembre la mostra resterà chiusa.
Il biglietto intero costa 16 euro, mentre sono previste riduzioni per diverse categorie di visitatori. È disponibile anche un biglietto famiglia e sono previste tariffe specifiche per gruppi e scuole. Le visite guidate, della durata di circa 80 minuti, sono organizzate per gruppi composti da un minimo di sei e un massimo di trenta partecipanti.
La mostra offre così un’occasione per osservare da vicino una selezione dei progetti tecnici di Leonardo e per seguire, attraverso le ricostruzioni, il percorso che va dal disegno alla macchina. A Bologna, per alcuni mesi, i codici leonardeschi diventano quindi il punto di partenza per un’esposizione dedicata alla relazione tra arte, osservazione della natura e progettazione tecnica.
Quando si può visitare la mostra di Leonardo a Bologna?
Dal 24 settembre 2026 al 17 gennaio 2027 a Palazzo Pallavicini.
Quante macchine sono esposte?
La mostra presenta circa 30 ricostruzioni basate sui progetti e sui disegni di Leonardo da Vinci.
Scritto da: Daniela Vindigni
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