Si apre una nuova fase di tensione politica sul futuro bilancio Ue. Il Parlamento Europeo ha approvato la propria posizione sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034, chiedendo un aumento di quasi 200 miliardi di euro rispetto alla proposta iniziale della Commissione Europea.
Gli eurodeputati puntano a rafforzare le risorse comunitarie attraverso nuove entrate fiscali europee e chiedono di escludere dal conteggio del bilancio il rimborso del debito comune contratto con il programma Next Generation EU. La richiesta del Parlamento rischia però di scontrarsi con diversi governi nazionali, contrari ad aumentare i contributi degli Stati membri al nuovo bilancio Ue.
Il Parlamento europeo vuole aumentare il bilancio Ue del 10%
La proposta approvata dall’Eurocamera prevede un incremento complessivo di circa il 10% del futuro bilancio Ue rispetto alla base proposta dalla Commissione Europea. Lo scorso luglio Bruxelles aveva indicato come punto di partenza una dotazione da circa 2.000 miliardi di euro per il periodo 2028-2034.
Il Parlamento europeo chiede ora quasi 200 miliardi aggiuntivi, sostenendo che le nuove priorità geopolitiche, economiche e industriali dell’Unione richiedano maggiori risorse. La posizione è stata approvata con 370 voti favorevoli, 201 contrari e 84 astensioni.
Secondo gli eurodeputati, il nuovo bilancio Ue dovrà sostenere competitività, ricerca, innovazione, sicurezza e politica estera europea in una fase internazionale sempre più instabile.
La presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha avvertito i governi nazionali di non sottovalutare il ruolo dell’Eurocamera nei negoziati. «Non sottovalutate mai il Parlamento», ha dichiarato Metsola riferendosi al confronto con gli Stati membri.
Scontro tra Parlamento europeo e governi nazionali
Il negoziato sul nuovo bilancio Ue si preannuncia particolarmente difficile. Il quadro finanziario pluriennale deve infatti essere approvato sia dal Parlamento Europeo sia dai 27 Stati membri.
Molti governi europei restano contrari a un aumento significativo della spesa comunitaria, soprattutto in una fase di forte pressione sui conti pubblici nazionali. Secondo diverse fonti parlamentari citate da Euronews, questa volta l’Eurocamera sarebbe però intenzionata a mantenere una posizione più rigida rispetto al passato.
Nelle precedenti legislature il Parlamento aveva spesso ceduto alle richieste del Consiglio europeo. Oggi però la maggioranza centrista appare più fragile e il peso dei gruppi euroscettici e di destra è aumentato. La leader del gruppo Socialisti e Democratici Iratxe García Pérez ha dichiarato che il Parlamento non accetterà accordi imposti dai governi nazionali senza un vero confronto politico.
Secondo alcuni funzionari europei, basterebbero poche defezioni parlamentari per mettere a rischio l’approvazione finale del nuovo bilancio Ue. Il confronto riguarda non solo l’ammontare delle risorse, ma anche il controllo politico sulla loro distribuzione.
Nuove tasse europee per finanziare il bilancio Ue
Uno degli elementi centrali della proposta riguarda le cosiddette “risorse proprie”, cioè entrate fiscali raccolte direttamente dall’Unione Europea anziché tramite i contributi degli Stati membri. La Commissione Europea ha proposto cinque nuove fonti di finanziamento per sostenere il futuro bilancio Ue.
Tra queste figurano prelievi legati alle emissioni di CO₂ del sistema Ets, ai prodotti importati soggetti al meccanismo Cbam, ai rifiuti elettronici, alle grandi imprese e ai prodotti del tabacco. Secondo Bruxelles, queste nuove entrate potrebbero generare circa 58 miliardi di euro all’anno. L’obiettivo è ridurre la necessità di aumentare i contributi diretti dei singoli Paesi europei al bilancio Ue.
Le nuove tasse europee rappresentano però un tema molto sensibile politicamente. Diversi governi temono infatti una maggiore centralizzazione fiscale a livello comunitario. Secondo fonti europee, tuttavia, il vero obiettivo è creare margini finanziari sufficienti per sostenere le nuove priorità strategiche dell’Unione senza aggravare troppo i bilanci nazionali.
Ricerca, competitività e fondi europei: dove andrebbero le nuove risorse
Nella proposta del Parlamento europeo, l’aumento del bilancio Ue verrebbe distribuito tra le principali aree strategiche della programmazione europea. Una parte importante delle risorse andrebbe al Fondo per la competitività, destinato a rafforzare la posizione economica dell’Europa nello scenario globale. Altri fondi sarebbero indirizzati a Horizon Europe, il programma europeo dedicato a ricerca, innovazione e istruzione.
Il programma Global Europe riceverebbe invece maggiori risorse per politica estera, sicurezza, aiuti umanitari e investimenti nei Paesi terzi. Il Parlamento europeo ha inoltre espresso dubbi sul progetto della Commissione di ampliare la flessibilità dei programmi europei attraverso piani nazionali più ampi.
Secondo gli eurodeputati, un sistema troppo flessibile rischierebbe di ridurre trasparenza e controllo democratico sulla distribuzione dei fondi del bilancio Ue.Per questo il Parlamento chiede un ruolo più forte nella supervisione finanziaria e nella gestione delle future risorse europee.
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