La nuova stagione politica dell’Ungheria si apre già tra polemiche e accuse di conflitto d’interessi. Il leader del partito Péter Magyar, destinato a diventare il prossimo premier ungherese dopo la storica sconfitta di Fidesz, ha difeso pubblicamente la scelta di nominare il cognato Márton Melléthei-Barna ministro della Giustizia.
La decisione ha provocato forti critiche soprattutto da parte del partito di Viktor Orbán, che accusa il nuovo governo di incoerenza rispetto alle promesse di trasparenza e rinnovamento politico.
La vicenda coinvolge anche il tema dei finanziamenti al partito Tisza e i rapporti con l’imprenditore György Wáberer, figura vicina negli anni passati all’orbita politica di Orbán.
Chi è il cognato nominato da Péter Magyar
Il caso del cognato di Péter Magyar è esploso dopo l’annuncio ufficiale della composizione del nuovo esecutivo ungherese. Márton Melléthei-Barna guiderà il ministero della Giustizia nel governo del partito Tisza.
L’uomo è un avvocato ed è considerato uno dei collaboratori storici di Magyar. I due si conoscono dai tempi dell’università e Melléthei-Barna è stato tra i primi dirigenti del movimento politico nato attorno al leader di Tisza.
Secondo quanto spiegato da Péter Magyar, il futuro ministro ha ricoperto numerosi incarichi legali e organizzativi all’interno del partito, compreso il ruolo di delegato durante le elezioni europee del 2024.
La polemica è nata soprattutto dal fatto che Melléthei-Barna abbia sposato la sorella di Magyar nel 2025, diventando così suo cognato poco prima dell’ascesa politica del leader di Tisza.
«La sua carriera nazionale e internazionale, la qualità del suo lavoro e la sua visione sono indiscutibili», ha dichiarato Magyar in un video pubblicato sui social.
Il futuro premier ha inoltre sostenuto che la relazione familiare sia nata dopo l’ingresso dell’avvocato nel movimento politico e non viceversa.
Le accuse di conflitto d’interessi contro il governo Tisza
La nomina del cognato di Péter Magyar è stata utilizzata dagli esponenti di Fidesz per accusare il nuovo governo di adottare pratiche simili a quelle contestate per anni all’esecutivo di Orbán.
Magyar ha cercato di rispondere preventivamente alle accuse annunciando che la sorella verrà sospesa temporaneamente dal proprio incarico nella magistratura.
Secondo il leader di Tisza, questa decisione dovrebbe evitare dubbi sulla separazione tra potere politico e giudiziario e rafforzare la trasparenza del ministero della Giustizia.
Il tema è particolarmente sensibile in Ungheria, dove negli ultimi anni le istituzioni europee hanno più volte criticato Budapest sul rispetto dello Stato di diritto e sull’indipendenza della magistratura.
Nel video pubblicato online, Péter Magyar ha promesso una stagione di “ricostruzione nazionale”, indicando tra gli obiettivi principali il ritorno dei fondi europei, il rilancio economico e il miglioramento dei servizi pubblici.
«Dobbiamo rimettere in carreggiata il nostro Paese», ha dichiarato il futuro premier.
La vittoria del partito Tisza ha rappresentato uno dei cambiamenti politici più rilevanti nella recente storia ungherese, interrompendo il lungo dominio di Fidesz guidato da Orbán.
I rapporti con l’imprenditore György Wáberer
Oltre alla vicenda familiare, Péter Magyar ha dovuto chiarire anche i rapporti con l’imprenditore György Wáberer, figura conosciuta in Ungheria per i suoi precedenti legami con governi vicini a Orbán.
Wáberer aveva ricoperto diversi incarichi pubblici durante gli anni di governo Fidesz e in passato aveva ceduto la propria azienda di trasporti a István Tiborcz, genero dell’ex premier Orbán.
Prima delle elezioni legislative del 12 aprile, l’imprenditore aveva pubblicamente espresso sostegno al partito Tisza e successivamente aveva dichiarato di aver contribuito economicamente alla campagna politica.
Secondo quanto riferito dallo stesso Wáberer, le donazioni al partito avrebbero superato i 100 milioni di fiorini, pari a circa 300 mila euro.
La questione ha alimentato nuove polemiche attorno a Péter Magyar, accusato dagli avversari di ricevere il sostegno di oligarchi vicini ai precedenti governi.
Il leader di Tisza ha però sostenuto che il partito si sia finanziato principalmente attraverso microdonazioni e le cosiddette “tessere per il cambio di regime”.
Péter Magyar promette trasparenza sui finanziamenti
Per evitare ulteriori controversie, Péter Magyar ha annunciato che i 100 milioni di fiorini donati da Wáberer saranno restituiti.
Secondo il futuro premier ungherese, il partito vuole evitare qualsiasi sospetto di legami privilegiati con grandi imprenditori o oligarchi.
«Vogliamo evitare anche solo l’apparenza di collegamenti con imprenditori di entrambe le parti», ha scritto Magyar sui social.
Il leader di Tisza ha inoltre promesso maggiore trasparenza sui finanziamenti politici, dichiarando che renderà pubblici i nomi dei donatori superiori ai 500 mila fiorini.
La vicenda mostra come il nuovo governo ungherese si trovi già sotto forte pressione politica e mediatica prima ancora dell’insediamento ufficiale.
Per Péter Magyar, che ha costruito gran parte della propria campagna sull’idea di discontinuità rispetto al sistema Orbán, le accuse di nepotismo e opacità rappresentano uno dei primi veri test politici del nuovo corso ungherese.
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