Economia

ASSALZOO: chiude in crescita l’industria mangimistica italiana nel 2025

today2 Giugno, 2026

Sfondo

In occasione dell’Assemblea annuale – svoltasi a Parma – di ASSALZOO (l’Associazione nazionale che raggruppa i produttori di alimenti zootecnici) sono stati diffusi i dati relativi all’andamento del settore che, nel 2025, ha fatto segnare un altro anno di crescita.

Infatti, lo scorso anno, l’industria mangimistica italiana ha registrato dati di produzione piuttosto confortanti, con i volumi complessivi che sono saliti a 15,628 milioni di tonnellate rispetto alle 15,455 milioni del 2024. E si tratta di un risultato che conferma, quindi, il posizionamento sopra la soglia dei 15 milioni di tonnellate e il ruolo della mangimistica come primo ed essenziale pilastro della FeedEconomy nazionale (ossia della filiera agro – zootecnica nazionale).

Filiera avicola: il comparto leader

Tra le varie filiere che concorrono ad alimentare il comparto, Assalzoo conferma al vertice della produzione quella avicola: infatti, il comparto dei volatili continua a essere il motore della mangimistica con un’incidenza del 39,1% sul totale dei mangimi prodotti. Più in dettaglio, nel 2025, la produzione settoriale ha raggiunto le 6.115 mila tonnellate con una minima variazione in positivo (+0,4%) rispetto alle 6.090 mila tonnellate del 2024.

A livello più analitico, sono emerse alcune dinamiche rilevanti, come la crescita dei mangimi destinati ai polli da carne (+2,0%) a 3.210 mila tonnellate ed alle galline ovaiole (+2,7%) a 2.095 mila tonnellate. Una battuta d’arresto si è registrata, invece, per il comparto dei tacchini, con un calo dell’11,0%, pari a 766 mila tonnellate (rispetto alle 861 mila del 2024).

Filiera suinicola: stabilità e resilienza

Una sostanziale stabilità la rivela anche la filiera dei suini, che rimane la seconda forza settoriale nel comporto mangimistico, rappresentando il 25,4% della produzione complessiva. Lo scorso anno, c’è stato, infatti, un aumento dei mangimi destinati alla suinicoltura: un +1,2% che ha portato dalle 3.930 mila tonnellate del 2024 alle 3.975 mila tonnellate.

E si tratta di un risultato espansivo che risulta davvero importante, soprattutto se letto alla luce dei forti condizionamenti derivati dalle restrizioni sanitarie legate alla diffusione della Peste Suina Africana (PSA). Pertanto, questa crescita sta a sottolineare la tenuta produttiva degli allevamenti e la capacità di garantire tutta quella qualità che caratterizza i circuiti delle grandi DOP della salumeria italiana.

Comparto bovino: la vera sorpresa dell’anno

Tuttavia, la vera sorpresa dell’anno arriva dal comparto bovino che, non a caso, segna una progressione del 3,4%, attestandosi a 3.886 mila tonnellate (pari al 24,9% del mercato totale).

Ed è soprattutto alla notevole performance dei mangimi per vacche da latte che va attribuito questo trend positivo, poiché si passa alle 2.949 mila tonnellate del 2025, rispetto alle 2.805 mila dell’anno precedente con un +5,1% in volume. Negativi sono, invece, gli altri segmenti della filiera, con i mangimi per bovini da carne che arretrano del 2,1% (798 mila tonnellate) e pure con il comparto bufalino che segna una lieve flessione dello 0,7% (139 mila tonnellate).

ASSALZOO: risultati in calo per altri animali

Deludenti sono poi anche i numeri che riguardano il raggruppamento che raccoglie i mangimi per gli altri animali, il quale scende, infatti, del 2,7% a 983 mila tonnellate complessive (6,3% del totale). A pesare è, innanzitutto, la frenata dell’acquacoltura che subisce una contrazione dell’8,3%, calando a 133 mila tonnellate rispetto alle 145 mila del 2024.

Si conferma così una tendenza – in atto ormai da diversi anni – anche in relazione al progressivo calo produttivo dei mangimi per conigli, che scende, infatti, del 7,6% (256 mila tonnellate), riflettendo la crisi strutturale della cunicoltura nazionale. L’unico settore a rivelare un andamento positivo è quello degli ovini che, crescendo del 2,9%, raggiunge le 350 mila tonnellate.

Pet food: crescita lieve ma costante

Infine, sempre nel 2025, si conferma un sia pur lieve incremento della produzione nazionale di alimenti destinati agli animali da compagnia. Il comparto cresce, infatti, dello 0,8%, attestandosi a 669 mila tonnellate di mangimi prodotti.

Pertanto, facendo registrare una quota del 4,3% sul totale della produzione mangimistica nazionale, il pet food si consolida come un segmento di rilievo economico e sociale, visto il ruolo sempre più rilevante che gli animali da compagnia hanno ormai assunto nelle famiglie italiane.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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