Economia

L’ analisi della CNA sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro

today23 Giugno, 2026

Sfondo

Un’analisi condotta dalla CNA sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro ha evidenziato come risparmiare 300 euro al mese di affitto possa comportare una spesa aggiuntiva superiore a 2.000 euro l’anno per carburante, manutenzione e spostamenti. In alcune città, inoltre, fino al 90% del risparmio ottenuto sull’affitto viene assorbito dai costi della mobilità.

L’emergenza abitativa cambia le scelte delle famiglie

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato rileva che l’emergenza abitativa e il crescente costo della mobilità stanno modificando profondamente le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. Sempre più persone scelgono di trasferirsi fuori dai grandi centri urbani per trovare abitazioni a prezzi più accessibili. Tuttavia, il risparmio ottenuto sul canone di locazione viene spesso annullato dall’aumento delle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro.

Un nuovo costo fisso per milioni di famiglie

Secondo l’indagine, il crescente divario tra luogo di residenza e luogo di lavoro sta generando un nuovo costo fisso per milioni di famiglie e sta incidendo sulla competitività delle imprese.

Una famiglia che si trasferisce fuori città per risparmiare circa 300 euro al mese sull’affitto può arrivare a spendere oltre 2.000 euro l’anno in più tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre spese di mobilità. Di conseguenza, oltre la metà del beneficio economico derivante dall’affitto più basso viene assorbita dai costi degli spostamenti.

Le grandi città: il vantaggio si riduce sensibilmente

Nelle grandi aree metropolitane il trasferimento nella cintura urbana continua a garantire un risparmio economico, ma in misura inferiore rispetto a quanto potrebbe sembrare inizialmente.

Milano

A Milano una famiglia può risparmiare mediamente circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione scegliendo una casa fuori città. Tuttavia, oltre 2.300 euro vengono assorbiti dai maggiori costi di mobilità, riducendo il beneficio reale a poco più di 3.000 euro annui.

Roma

A Roma il risparmio potenziale sull’affitto sfiora i 4.800 euro annui, ma gli spostamenti comportano una spesa aggiuntiva superiore a 2.200 euro, riducendo il vantaggio effettivo a circa 2.600 euro.

Firenze e Bologna

Situazioni analoghe si registrano anche a Firenze e Bologna, dove oltre la metà del vantaggio derivante da un affitto più economico viene erosa dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro.

Le città medie e il peso crescente della mobilità

Nelle città di medie dimensioni il quadro appare ancora più critico. A Bari, Napoli, Perugia e Ancona, infatti, oltre due terzi del risparmio ottenuto sull’affitto viene assorbito dalle spese di mobilità. In alcune aree del Sud Italia il vantaggio economico residuo si riduce a poche centinaia di euro all’anno.

Nei casi di Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce, tra l’85% e il 90% del risparmio ottenuto sul canone di locazione rischia di essere cancellato dai costi degli spostamenti quotidiani. La CNA sottolinea che la situazione è ancora più gravosa per gli artigiani e le piccole imprese che operano sul territorio.

Installatori, impiantisti, manutentori ed elettricisti non devono semplicemente raggiungere una sede di lavoro fissa, ma svolgono la propria attività in continuo movimento tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza, sostenendo quindi costi di mobilità particolarmente elevati.

Quanto costa muoversi per lavorare

Secondo le elaborazioni della CNA:

  • Un serramentista percorre mediamente circa 20.000 chilometri l’anno, con costi di mobilità superiori a 4.500 euro per veicolo.
  • Un elettricista sostiene una spesa annua di circa 5.600 euro per gli spostamenti necessari all’attività lavorativa.
  • Termoidraulici e manutentori percorrono mediamente 30.000 chilometri all’anno, con costi che possono raggiungere i 6.700 euro.

Il caso più oneroso: gli installatori di impianti

La situazione economicamente più pesante riguarda gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, arrivano a percorrere fino a 35.000 chilometri all’anno. Per queste imprese, il costo della mobilità può sfiorare gli 8.000 euro annui per ogni veicolo operativo, incidendo in modo significativo sui costi aziendali.

Commentando i risultati dell’indagine, la presidenza della CNA evidenzia come casa e lavoro stiano diventando due poli sempre più distanti, una situazione che richiede risposte coordinate e strutturali. Secondo la Confederazione, oltre alle politiche abitative sono necessari interventi sulle infrastrutture e un miglioramento della quantità e della qualità del trasporto pubblico locale, per ridurre il peso economico della mobilità sulle famiglie e sulle imprese.

In sintesi

  • L’analisi CNA evidenzia che risparmiare sull’affitto trasferendosi fuori città può comportare nuovi costi legati a carburante, manutenzione e spostamenti.
  • In molte città una parte significativa del risparmio abitativo viene assorbita dalle spese di mobilità, con punte fino al 90% in alcune aree.
  • Il divario tra casa e lavoro incide sulle famiglie, sui lavoratori e sulla competitività delle imprese, soprattutto per chi lavora sul territorio.
  • Gli artigiani e le piccole imprese sostengono costi elevati di mobilità: per alcune attività possono arrivare fino a circa 8mila euro annui per veicolo.

FAQ

Quanto si può risparmiare spostandosi fuori città?
Dipende dal territorio: il risparmio sull’affitto può ridursi sensibilmente a causa dei maggiori costi di spostamento.

Quali categorie sono più penalizzate dai costi della mobilità?
Artigiani e piccole imprese che lavorano tra clienti, cantieri e fornitori affrontano spese particolarmente elevate.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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