Economia

Caldo incessante: è allarme siccità per il 60% del territorio italiano

today11 Agosto, 2026

Sfondo

Peggiora la situazione climatica nei campi italiani con oltre il 60% del territorio nazionale colpito dalla siccità, tra situazioni di allerta lieve, moderata e grave.

Siccità, oltre il 60% del territorio nazionale è colpito

A lanciare l’allarme è un’analisi effettuata dalla Coldiretti su mappe Copernicus, dalla quale emerge come il caldo record stia continuando a mettere sotto pressione le campagne su tutto il territorio nazionale.

La siccità riguarda, inoltre, tutte le filiere facendo segnare le situazioni più gravi per il mais, il riso, i pascoli e la soia, oltre a ortaggi, uva, olive e frutta, mentre la produzione di latte nelle stalle è calata del 20%.

Le regioni e le colture più in difficoltà

In particolare si registra una situazione davvero preoccupante in Piemonte, dove, a causa di un forte calo delle precipitazioni, si registrano riserve idriche inferiori del 30% rispetto alla norma. Ad essere decisamente in difficoltà sono, pertanto, riso, mais, ortofrutta, noccioleti, prati e pascoli, con la Coldiretti che torna, quindi, a sollecitare, da un alto, un’accelerazione sul piano degli invasi (per garantire l’acqua necessaria alle colture) e, dall’altro, l’attivazione dello stato di calamità, così come per la Liguria.

Quanto alla Lombardia, nelle aree risicole del bacino del Po, il dimezzamento della disponibilità di acqua continua a penalizzare seriamente le aziende del settore, mentre il mais e le colture estive soffrono sempre più lo stress idrico con perdite fino al 70% in alcune aree. Allarme anche per le zucche nel Mantovano.

Nel Veneto e in Emilia-Romagna cresce, invece, il ricorso all’irrigazione, con un conseguente aumento dei costi aziendali, mentre restano sotto osservazione pomodoro, soia, barbabietole e foraggi.

Ed anche nel Centro Italia, il caldo continua a danneggiare ortaggi, frutta, oliveti e vigneti, mentre al Sud e nelle Isole soffrono ortaggi e pomodori, con il forte rischio di un calo delle rese.

All’emergenza siccità si aggiungono gli incendi

Otre tutto, all’emergenza siccità si affianca pure quella relativa agli incendi: ad esempio, in Sardegna, i roghi hanno coinvolto migliaia di ettari di pascoli e colture, provocando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture aziendali. Tanto è vero che, dall’inizio dell’anno – spiega Coldiretti – sono già andati in fumo quasi 75mila ettari di boschi e terreni.

Il piano nazionale degli invasi

L’attuale stato di crisi che si è venuto a determinare conferma, quindi, l’urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica.

Oggi l’Italia riesce, infatti, a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana: una quota chiaramente inadeguata per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi. Oltre tutto – sottolinea sempre l’Organizzazione dei coltivatori italiani – si tratterebbe di una serie di progetti immediatamente “cantierabili” e che consentirebbero di “trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti”.

Tra l’altro, questi bacini – realizzati con materiali naturali e senza l’utilizzo di cemento – oltre ad essere destinati agli usi civili e agricoli, rappresenterebbero anche una fonte di energia idroelettrica rinnovabile.

Il piano nazionale invasi, auspicato da Coldiretti, comporterebbe pure il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti.

Pertanto, volendo affrontare in modo efficace l’emergenza climatica, è necessario adottare una strategia complessiva che comprenda anche la manutenzione dei corsi d’acqua ed il potenziamento delle reti di distribuzione, in modo tale da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche.

Si tratta, dunque, di una sfida che l’Agricoltura italiana considera ormai come non più rinviabile, visto che gli eventi climatici estremi hanno causato, negli ultimi quattro anni, danni per circa 20 miliardi di euro alle produzioni agricole nazionali.

Il caro gasolio pesa sull’agricoltura

Ad incidere negativamente sulle nostre imprese è poi anche l’aumento dei costi, a partire da quello del gasolio necessario all’attivazione dei sistemi di irrigazione, dal momento che la necessità di garantire acqua alle colture in crisi ha fatto aumentare considerevolmente gli interventi di soccorso. E, come è noto, il riacutizzarsi della crisi di Hormuz ha riportato in alto i prezzi con un aumento di quasi 30 centesimi al litro rispetto a inizio luglio. Se, infatti, l’annuncio dei negoziati aveva ridimensionato le quotazioni a 1,16 euro al litro (dopo il picco di 1,49), il riaccendersi delle tensioni ha visto schizzare nuovamente in alto i listini, ora a 1,44 euro.

In sostanza – conclude la Coldiretti – dall’inizio del conflitto in Iran, il prezzo del gasolio agricolo è salito di quasi il 70%.

In sintesi

  • Oltre il 60% del territorio nazionale è colpito dalla siccità.
  • Le difficoltà interessano numerose filiere agricole, tra cui mais, riso, pascoli, soia, ortaggi, uva, olive e frutta, mentre la produzione di latte è calata del 20%.
  • In Piemonte le riserve idriche sono inferiori del 30% rispetto alla norma, mentre in alcune aree della Lombardia le perdite per mais e colture estive arrivano fino al 70%.
  • Dall’inizio dell’anno sono già andati in fumo quasi 75mila ettari di boschi e terreni.
  • Coldiretti chiede un’accelerazione sul piano nazionale degli invasi, anche perché l’Italia trattiene appena l’11% dell’acqua piovana.
  • Negli ultimi quattro anni gli eventi climatici estremi hanno causato circa 20 miliardi di euro di danni alle produzioni agricole nazionali.
  • Dall’inizio del conflitto in Iran, il prezzo del gasolio agricolo è aumentato di quasi il 70%.

FAQ

Quanto territorio italiano è colpito dalla siccità?
Oltre il 60% del territorio nazionale, tra situazioni di allerta lieve, moderata e grave.

Quali sono le colture maggiormente colpite?
Tra le filiere più in difficoltà figurano mais, riso, pascoli, soia, ortaggi, uva, olive e frutta.

Qual è la situazione in Piemonte e Lombardia?
In Piemonte le riserve idriche sono inferiori del 30% rispetto alla norma, mentre in alcune aree della Lombardia le perdite per mais e colture estive raggiungono il 70%.

Quanta acqua piovana riesce a trattenere l’Italia?
Secondo Coldiretti, appena l’11%.

Che cosa propone Coldiretti contro la siccità?
Un piano nazionale degli invasi, insieme al recupero delle infrastrutture idriche esistenti, alla manutenzione dei corsi d’acqua e al potenziamento delle reti di distribuzione.

Quanto sono costati gli eventi climatici estremi all’agricoltura italiana?
Negli ultimi quattro anni hanno causato danni per circa 20 miliardi di euro.

Quanto è aumentato il gasolio agricolo?
Secondo Coldiretti, dall’inizio del conflitto in Iran il prezzo è salito di quasi il 70%.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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