Breaking News

Ellen Burstyn Leone d’oro alla carriera, ‘Hollywood? Una fabbrica di hamburger’

today7 Settembre, 2026

Sfondo
fff79b57ab3fb6e20f3b98a5f337ddae

Hollywood, che definisce “una
fabbrica di hamburger”, ma anche la condizione delle donne nel
cinema “che è cambiata enormemente”, l’unica volta in cui ha
incrociato Marilyn Monroe: sono stati solo alcuni dei temi
toccati in conferenza stampa da Ellen Burstyn, protagonista al
Lido dove riceve il secondo Leone alla carriera dell’83/a Mostra
del cinema, dopo quello attribuito in apertura a George Clooney.

   
La grande attrice, classe 1932, porta a Venezia anche due
nuove interpretazioni presentate fuori concorso, quella in Flesh
Impact, il corto con Dakota Johnson su Marilyn Monroe diretto
dalla presidente della giuria internazionale di quest’edizione,
Maggie Gyllenhaal (che pronuncerà anche la laudatio in onore di
Burstyn) e Place to Be, il film di Kornel Mundruczo. In Flesh
Impact l’attrice interpreta “Marilyn immaginata se fosse
arrivata a 100 anni” dice sorridendo. Alcuni pensano che
“l’abbia incontrata all’Actor’s studio, ma sfortunatamente non è
vero, era già morta quando ho iniziato a frequentarlo. Però una
volta l’ho incrociata, in un locale notturno. Era seduta poco
distante da me, e naturalmente sono rimasta incantata a
guardarla. Era una creatura magica. Poi lei ha incrociato il mio
sguardo e ha annuito. Una cosa che mi ha emozionato molto, mi
sembrava impossibile si rivolgesse a me. È un momento che da
allora porto nel mio cuore”.

   
Venendo al suo percorso, la situazione per le donne a
Hollywood “è cambiata enormemente – spiega -. Quando ho
iniziato, non c’erano donne sul set, dietro la macchina da presa
o nelle troupe, solo noi attrici. Poi lentamente, grazie anche
all’impegno di persone come Gloria Steinem, che è appena
scomparsa, la mentalità ha iniziato a cambiare. All’inizio si
trattava di una segretaria di edizione. Poi di un’assistente
alla macchina da presa. E lentamente si è arrivati
all’integrazione delle donne. Non siamo ancora al 50 e 50 ma ci
stiamo avvicinando”.

   
“Come interprete mi dà grande soddisfazione continuare a
rimanere in contatto con la generazione più giovane. Ho scoperto
che i registi di talento sono al massimo della loro creatività
all’inizio della carriera, ma dopo aver girato qualche film e
aver attraversato quella che io chiamo la fabbrica di hamburger
di Hollywood, loro perdono parte della loro innocenza, della
loro creatività spontanea, diventano disillusi, professionali”,
sottolinea. A chi infine le chiede quali storie valga la pena di
raccontare oggi, lei risponde sorridendo: “Il mio Paese sta
offrendo molte storie da esplorare da un punto di vista
artistico e politico… io comincerei da questo”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da:

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *