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Il Sole è di nuovo irrequieto: nel
corso della giornata del 3 giugno la macchia solare 4455 ha
emesso 3 espulsioni di massa coronale o Cme, cioè espulsioni di
materia sotto forma di plasma, che potrebbero raggiungere la
Terra tra il 4 e il 5 giugno, innescando una tempesta
geomagnetica. Secondo i dati forniti dal Centro di previsione
meteorologica spaziale dell’agenzia statunitense Noaa, la
tempesta potrebbe raggiungere classe G3, o anche G4 se le
condizioni saranno favorevoli, in una scala di intensità che
arriva fino al livello G5.
“Non è eccezionale che si verifichino fenomeni così
energetici anche nella fase di declino dell’attività solare
nella quale ci troviamo”, dice all’ANSA Mauro Messerotti,
docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste.
“Stimare l’orario di arrivo è sempre problematico, il livello di
incertezza va dalle 6 alle 10 ore. Si prevedono, però, aurore
boreali a latitudini più basse del normale – aggiunge Messerotti
– anche se è molto difficile che siano visibili anche
dall’Italia”.
La prima Cme emessa dal Sole è stata quella più estesa, con
una traiettoria che incrocia quella del nostro pianeta. Le altre
due sono dirette più verso Nord, ma l’ultima in ordine di tempo
ad essere emessa si è rivelata più veloce e dunque le previsioni
indicano che probabilmente raggiungerà le altre combinandosi con
loro prima di colpire la Terra. È quella che viene chiamata ‘Cme
cannibale’. La grande tempesta geomagnetica del maggio 2024, che
raggiunse il livello estremo (G5), venne provocata in parte
proprio da una Cme di questo tipo.
Una tempesta di classe G3 potrebbe causare cali di tensione
alle linee elettriche, problemi di orientamento ai satelliti in
orbita attorno alla Terra, interferenze nei sistemi di
navigazione satellitare e nelle comunicazioni radio. Se il
fenomeno dovesse raggiungere classe G4, tali problemi verrebbero
intensificati, ad esempio con interruzioni nei sistemi di
navigazioni e nelle comunicazioni radio anche di diverse ore, e
interesserebbero anche latitudini più basse.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Scritto da: Redazione
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