Breaking News

Tokyo torna a sostenere lo yen, spesi 10.000 miliardi di yen sul forex

today7 Maggio, 2026

Sfondo
aed9f6ead9e8df2d950990d992b4373f

Il Giappone avrebbe impiegato circa
4.000 miliardi di yen, pari a circa 21,7 miliardi di euro,
nell’ultimo intervento sul mercato valutario, portando a circa
10.000 miliardi di yen il totale delle operazioni condotte tra
il 30 aprile e i primi
giorni di maggio. La stima, elaborata dagli operatori sulla base
dei dati della Banca del Giappone e rilanciata dai media
nipponici, alimenta le ipotesi di una nuova serie di interventi
a sostegno della valuta nazionale. Nelle ultime sedute, tra
venerdì, lunedì e mercoledì, il mercato dei cambi ha registrato
movimenti improvvisi, con lo yen rafforzatosi rapidamente nei
confronti del dollaro fino all’area di quota 155, innescando
speculazioni su ulteriori azioni delle autorità dopo il primo
intervento del 30 aprile. In quella occasione la moneta
giapponese era scivolata fino alla soglia di 160 sul biglietto
verde, il livello più debole dall’estate del 2024. Dopo il
rialzo di mercoledì – il più marcato dalla fine di febbraio – lo
yen si è poi stabilizzato intorno a quota 156. Le autorità
monetarie giapponesi, come da prassi, non hanno confermato né
smentito le operazioni sul mercato. Tokyo era già intervenuta
più volte nel 2024 per contrastare il deprezzamento della
valuta: a luglio aveva speso 5.530 miliardi di yen dopo che lo
yen era sceso ai minimi da 38 anni, mentre tra aprile e maggio
dello stesso anno gli interventi avevano raggiunto il livello
record di 9.790 miliardi. Sulla valuta nipponica continua a
pesare l’ampio differenziale dei tassi con gli Stati Uniti, a
cui si è aggiunto il rafforzamento del dollaro come bene rifugio
in seguito all’escalation in Medio Oriente dopo gli attacchi
statunitensi e israeliani contro l’Iran a fine febbraio. Anche
il rialzo dei prezzi del greggio, alimentato dalle tensioni
legate al blocco dello Stretto di Hormuz, ha contribuito ad
aumentare la pressione sull’economia giapponese, fortemente
dipendente dalle importazioni energetiche.

   
Uno yen debole favorisce la competitività delle esportazioni
giapponesi, ma comporta al tempo stesso un aumento del costo
delle importazioni, aggravando le pressioni inflazionistiche in
un contesto di persistente instabilità geopolitica.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da: Redazione

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *