Economia

Consumi degli Italiani: crescono tecnologia e tempo libero

today12 Agosto, 2026

Sfondo

Da un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane tra il 1995 ed il 2025, è emerso che, lo scorso anno, la spesa pro capite reale per consumi ha toccato i 23.261 euro (erano stati 19.3877 nel 1995), raggiungendo così un livello superiore anche rispetto al picco registrato nel 2007 (22.975 euro), anno in cui ebbe inizio la grande crisi finanziaria globale.

I consumi superano il picco del 2007

Confcommercio sottolinea tuttavia come la ripresa della domanda – agevolata anche dalla progressiva crescita dell’occupazione e dei redditi – non abbia, comunque, portato ad un pieno recupero dei livelli di consumo per tutti i segmenti di spesa.

Con un aumento di 314 euro pro capite in più rispetto al 2024, la spesa degli Italiani supera, dunque, il massimo storico del 2007 e fa segnare, in tal modo, il passaggio da un semplice rimbalzo post-pandemico a una fase di consolidamento più stabile.

La ripartenza della domanda interna, prevista in crescita dell’1,2% su base annua a fronte di un PIL a +0,9%, trae, infatti, origine prevalentemente dai positivi risultati raggiunti dal mercato del lavoro (arrivato al suo massimo storico di 24,3 milioni di occupati) e dal contributo del turismo straniero, capace di sostenere i redditi pur in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e timori inflazionistici.

Cambiano le abitudini di spesa degli Italiani

Più in particolare, al di là dei grandi numeri aggregati, ad affiorare è anche una trasformazione profonda e strutturale della spesa, dovuta – sempre secondo lo studio in questione – ad una “progressiva terziarizzazione dei consumi”, che vede le famiglie tagliare le spese sui beni materiali tradizionali per privilegiare l’esperienza, la connessione e la qualità del tempo libero. Ed in questa profonda mutazione dei budget familiari, la tecnologia gioca un ruolo assolutamente predominante, visto che fa addirittura segnare un balzo del 3.200% nell’arco degli ultimi trent’anni.

In sostanza – spiega Confcommercio – quelli che negli Anni 90 erano considerati beni di nicchia o di lusso (dai computer ai primi cellulari) sono oggi divenuti dei servizi essenziali – quali possono essere smartphone e connessioni ultra veloci – che hanno fatto salire la spesa specifica da meno di 8 a ben 252 euro a testa.

Oltre all’hi-tech, a conoscere una crescita assai rilevante è pure la fruizione culturale e ricreativa, aumentata di quasi il 50% dal 1995 al 2026 e segnata da una previsione di spesa pari a 637 euro pro-capite per l’anno in corso. Tra l’altro, il desiderio di viaggiare e di socializzare maggiormente funge anche da propulsore per i trasporti e per la ristorazione, anche se questi ultimi segmenti non sono ancora del tutto risaliti ai loro livelli prepandemici.

Meno spesa per beni fisici, alimentazione ed energia

Per contro, a questo boom dei servizi esperienziali si accompagnano, invece, una contrazione ed una più attenta selezione degli acquisti di beni fisici.

Infatti, la spesa per l’alimentazione nelle case italiane è diminuita del 3,5% in trent’anni, spinta al ribasso sia dal calo demografico, che dall’abitudine diffusa di pranzare fuori casa.

Ancora più rilevante è stato il calo dei consumi relativi all’energia domestica (-37,4%), dovuto, in parte, ad una crescente sensibilità contro gli sprechi ed in parte all’aumentata diffusione di tecnologie e sistemi d’abitazione a basso consumo.

A mantenere le loro posizioni sono – sebbene senza ottenere risultati esaltanti – i segmenti dell’arredamento (+5,9%) e dell’abbigliamento/calzature (+6,2%): questi ultimi orientati però, sempre più verso il fast fashion e capi dal valore intrinseco ridotto.

Un nuovo modello di consumo

Quello che l’Ufficio Studi di Confcommercio ci presenta è, dunque, un modello culturale rinnovato, in base al quale, per non rinunciare a viaggi, spettacoli e tecnologia (e per far fronte all’aumento delle spese fisse per l’abitazione, che oggi prosciugano quasi il 29% del budget familiare tra affitti e utenze), gli Italiani scelgono di gestire con estrema attenzione il carrello della spesa ordinaria, nel tentativo di preservare così la propria flessibilità economica e la qualità della vita.

In conclusione , Confcommercio registra una ripresa dei consumi “che prosegue seppur gradualmente” in uno quadro che appare “sostanzialmente positivo, anche se permangono elementi di incertezza legati all’evoluzione del quadro geopolitico e ai possibili riflessi sui prezzi dell’energia e sull’inflazione nella parte finale dell’anno”.

In sintesi

  • Nel 2025 la spesa reale pro capite per consumi ha raggiunto i 23.261 euro, superando il precedente massimo del 2007.
  • Rispetto al 2024, la spesa degli Italiani è aumentata di 314 euro pro capite.
  • La ripresa dei consumi è sostenuta dalla crescita dell’occupazione, arrivata a 24,3 milioni di occupati, e dal contributo del turismo straniero.
  • In trent’anni la spesa legata alla tecnologia è aumentata del 3.200%, mentre quella per cultura e attività ricreative è cresciuta di quasi il 50%.
  • La spesa per l’alimentazione domestica è diminuita del 3,5%, mentre i consumi relativi all’energia domestica sono scesi del 37,4%.
  • Le spese fisse per l’abitazione assorbono oggi quasi il 29% del budget familiare.
  • Secondo Confcommercio, gli Italiani tendono sempre più a privilegiare viaggi, tecnologia, cultura e tempo libero, riducendo o selezionando maggiormente gli acquisti di beni materiali.

FAQ

Quanto spendono in media gli Italiani per i consumi?
Nel 2025 la spesa reale pro capite per consumi ha raggiunto i 23.261 euro.

I consumi hanno superato i livelli precedenti alla grande crisi finanziaria?
Sì. La spesa pro capite del 2025 ha superato il precedente massimo registrato nel 2007, pari a 22.975 euro.

Quali consumi sono cresciuti maggiormente negli ultimi trent’anni?
La crescita più marcata riguarda la tecnologia, con un aumento del 3.200%, seguita dalla fruizione culturale e ricreativa, cresciuta di quasi il 50%.

Quanto si spende oggi per tecnologia e connessioni?
Secondo Confcommercio, la spesa specifica è passata da meno di 8 euro a 252 euro pro capite.

Quali spese sono diminuite?
La spesa per l’alimentazione domestica è scesa del 3,5% in trent’anni, mentre quella relativa all’energia domestica è diminuita del 37,4%.

Quanto incidono le spese per l’abitazione sul bilancio familiare?
Affitti e utenze assorbono quasi il 29% del budget familiare.

Qual è il nuovo modello di consumo degli Italiani?
Secondo Confcommercio, le famiglie tendono sempre più a privilegiare esperienze, viaggi, tecnologia, cultura e tempo libero, prestando maggiore attenzione agli acquisti di beni fisici.

Quali sono le prospettive per i consumi?
Confcommercio descrive un quadro sostanzialmente positivo, pur segnalando incertezze legate alla situazione geopolitica, ai prezzi dell’energia e all’inflazione.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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