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Nonostante rappresentino ormai uno degli strumenti più affidabili per curarsi adeguatamente risparmiando sulla spesa, i farmaci generici sono ancora oggi oggetto di dubbi e diffidenze che derivano da un’informazione superficiale.
Un farmaco generico – o, più correttamente, “equivalente” – contiene gli stessi principi attivi, nello stesso dosaggio e nella stessa forma farmaceutica del medicinale di marca di riferimento.
I farmaci equivalenti hanno le stesse indicazioni, controindicazioni ed effetti terapeutici dei corrispondenti farmaci di marca. Prima di essere autorizzati all’uso, devono infatti superare il cosiddetto esame di “bioequivalenza”, che conferma sperimentalmente che, una volta introdotti nell’organismo, si comportano allo stesso modo del farmaco originale.
Il vantaggio fondamentale del farmaco generico risiede nel prezzo. In media, un farmaco equivalente costa almeno il 20% in meno rispetto al corrispondente farmaco di marca. Questo è possibile perché non incorpora i costi di ricerca e sviluppo già sostenuti dall’azienda che ha introdotto per prima il prodotto originale sul mercato.
Per i cittadini, il risparmio si traduce in ticket più bassi e in una minore spesa per i medicinali non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. L’impatto è particolarmente significativo per chi deve seguire terapie croniche o di lunga durata.
Dal punto di vista del paziente, i farmaci generici seguono esattamente le stesse regole del prodotto di marca di riferimento. Le modalità di assunzione non cambiano: dosi, orari e durata della terapia devono essere rispettati secondo le indicazioni del medico o del foglietto illustrativo.
Come per qualsiasi altro medicinale, è importante non modificare autonomamente la terapia, non alternare prodotti diversi senza il parere del medico e segnalare tempestivamente eventuali effetti indesiderati.
Dietro ogni confezione di farmaco equivalente vi è un comparto industriale ormai di grande importanza. Nelle farmacie aperte al pubblico, i farmaci equivalenti rappresentano oltre un quinto delle confezioni vendute. Nel 2024, il settore ha generato un fatturato di circa 1,7 miliardi di euro. La quota maggiore del mercato riguarda i farmaci di classe A, ossia quelli rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. In questo segmento, gli equivalenti coprono oltre l’80% del fatturato del comparto.
Tra i principali protagonisti del settore si distingue la posizione di Teva Pharmaceutical Industries, azienda leader a livello mondiale nel campo dei farmaci equivalenti e presente in Italia da oltre 30 anni.
Negli ultimi quattro anni, Teva ha generato 1,16 miliardi di euro di risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale. Questo risultato è stato possibile grazie alla distribuzione di oltre 400 milioni di confezioni nelle farmacie e più di 552 milioni nel canale ospedaliero tra il 2022 e il 2025. Oggi, un farmaco equivalente su quattro è prodotto da Teva.
Il valore dei farmaci equivalenti assume un’importanza crescente alla luce dei cambiamenti demografici ed epidemiologici del Paese. Attualmente, in Italia, circa 13 milioni di persone convivono con almeno due patologie croniche, un dato aumentato del 30% rispetto al 1993.
Si tratta di condizioni che richiedono spesso una gestione continuativa, talvolta per molti anni. In questo contesto, l’accessibilità economica e la continuità delle cure rappresentano elementi fondamentali del percorso terapeutico.
Nonostante i vantaggi offerti dagli equivalenti, la differenza di prezzo tra i farmaci originali a brevetto scaduto (i cosiddetti “branded”) e i farmaci equivalenti continua a generare una spesa aggiuntiva per i cittadini. Questa spesa viene stimata in circa 1,1 miliardi di euro ogni anno.
Ridurre questo costo evitabile significa eliminare uno dei principali ostacoli alla continuità terapeutica, soprattutto per i pazienti cronici, per le persone con minori disponibilità economiche e per coloro che devono seguire terapie particolarmente complesse.
I farmaci equivalenti offrono la stessa efficacia, sicurezza e qualità dei farmaci di marca, ma a un costo significativamente inferiore. La loro diffusione rappresenta un vantaggio sia per i cittadini sia per il Servizio Sanitario Nazionale, contribuendo a rendere le cure più accessibili e sostenibili.
Scegliere un farmaco equivalente significa poter continuare le terapie necessarie riducendo la spesa sanitaria personale, senza rinunciare all’efficacia del trattamento.
I farmaci generici sono efficaci quanto quelli di marca?
Sì. I farmaci equivalenti hanno gli stessi principi attivi, le stesse indicazioni terapeutiche e devono dimostrare la bioequivalenza rispetto al farmaco di riferimento.
Perché i farmaci generici costano meno?
Costano meno perché non includono i costi di ricerca e sviluppo sostenuti in precedenza dall’azienda che ha introdotto il farmaco originale.
Scritto da: Ferruccio Bovio
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