Economia

Speculazioni e inganni dimezzano il valore dell’olio italiano

today25 Giugno, 2026

Sfondo

Nel corso di una manifestazione che si è svolta recentemente a Bari e che ha visto – su iniziativa della Coldiretti e di Unaprol – la partecipazione di migliaia di agricoltori che hanno denunciato il crollo delle quotazioni dell’olio extravergine d’oliva italiano (praticamente dimezzate rispetto allo scorso anno), è stato pure messo in risalto come la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle aziende olivicole italiane siano minacciate a causa delle speculazioni e degli inganni messi in campo dai trafficanti di olio.

Le sostanze utilizzate per alterare il prodotto

In particolare, Coldiretti e Unaprol hanno denunciato che l’uso di clorofilla, olio deodorato ed altre sostanze chimiche – di cui ci si serve per alterare qualità e caratteristiche del prodotto – è ormai divenuto uno dei metodi più diffusi e sta, purtroppo, mettendo a rischio la salute dei consumatori oltre a danneggiare l’intero sistema agroalimentare nazionale.

L’impatto delle importazioni e delle frodi

E tutto questo avviene mentre gli arrivi dall’estero continuano a spingere al ribasso le quotazioni, favorendo, in tal modo, speculazioni e frodi che minacciano la sopravvivenza delle aziende agricole italiane e ingannano i consumatori.

E stiamo parlando di prodotti che finiscono anche nelle mense scolastiche e ospedaliere, andando così a compromettere la qualità dell’alimentazione di bambini e pazienti.

La protesta dei produttori italiani

Le due Organizzazioni agricole hanno, pertanto ritenuto necessario far convergere a Bari gran parte dei produttori italiani di olio, per protestare contro chi sta facendo crollare le quotazioni dell’ extravergine nazionale, costringendo gli olivicoltori a lavorare in perdita, mentre sugli scaffali dei supermercati aumentano le vendite di prodotti di bassa qualità, provenienti, oltre tutto, spesso da Paesi extra Ue.

Prezzi in calo e costi in aumento

Coldiretti e Unaprol spiegano, infatti, che prezzi riconosciuti agli olivicoltori sono scesi, nel 2026, fino a circa 5 euro al litro, contro i circa 9 euro dello scorso anno. E si tratta di una quotazione che è ampiamente inferiore ai costi medi di produzione ed è, oltre tutto, penalizzata pure dall’aumento dei costi energetici legati alla crisi internazionale ed alla guerra in Medio Oriente, che comportano un aggravio superiore a 200 euro per ettaro.

I dati della filiera

Per comprendere la portata del fenomeno basta osservare i dati ufficiali della filiera. Ne emerge che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine di oliva, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri all’anno.

Secondo Coldiretti e Unaprol, ci si trova, quindi, in presenza di numeri che evidenziano forti squilibri ed alimentano il sospetto di pratiche che consentono di alterare o mascherare l’origine reale del prodotto, ingannando cittadini e agricoltori.

Il “tavolo degli inganni”

Alla mobilitazione di Bari, è stato anche allestito, per l’occasione, un “tavolo degli inganni” per mostrare, a tutti, le principali pratiche fraudolente utilizzate nel settore oleario, comprese miscelazioni pericolose e non controllate. L’iniziativa ha consentito anche di confrontare oli extravergini di qualità con prodotti camuffati che arrivano sulle tavole dei consumatori senza adeguate garanzie sull’origine e sulla qualità.

Le richieste di Coldiretti e Unaprol

Pertanto, al fine di tutelare la filiera dell’olio extravergine italiano e la salute dei cittadini, Coldiretti e Unaprol chiedono, alle istituzioni competenti, un deciso rafforzamento dell’attività di controllo lungo tutta la filiera.

E, tra le richieste principali, figura l’utilizzo sistematico di strumenti scientifici avanzati come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica: tutte tecnologie in grado di individuare con precisione l’origine dell’olio e che dovrebbero, quindi, essere riconosciute come prove nei procedimenti giudiziari.

Le proposte avanzate dalle organizzazioni agricole

Le due Organizzazioni propongono inoltre:

  1. l’applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali;
  2. il contrasto alle vendite sotto costo;
  3. il divieto di commercializzare come extravergine miscele ottenute con aggiunte successive di oli di qualità inferiore;
  4. l’introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive per garantire la completa tracciabilità della filiera;
  5. la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero;
  6. il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa), ritenuto un potenziale punto critico per l’ingresso di prodotti suscettibili di frodi.

In sintesi

  • Le quotazioni dell’olio extravergine italiano sono scese da circa 9 a 5 euro al litro rispetto allo scorso anno, arrivando sotto i costi di produzione.
  • Coldiretti e Unaprol denunciano l’aumento di frodi nel settore, con l’utilizzo di sostanze e pratiche che alterano qualità e origine del prodotto.
  • Le importazioni di olio dall’estero continuano a crescere, mentre produttori italiani e consumatori subiscono gli effetti di speculazioni e inganni.
  • Le organizzazioni agricole chiedono controlli più rigorosi, maggiore tracciabilità e l’impiego di tecnologie scientifiche per verificare l’origine dell’olio.

FAQ

Perché gli olivicoltori italiani protestano?
Per il forte calo delle quotazioni dell’olio extravergine, scese sotto i costi di produzione, e per la concorrenza di prodotti considerati di qualità inferiore.

Quali strumenti vengono proposti per contrastare le frodi?
Coldiretti e Unaprol chiedono l’uso di tecnologie come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica per verificare l’origine dell’olio.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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