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Il recente aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione FIBA di FIRST Cisl, conferma che continua a diminuire la presenza della banche italiane sul territorio. Infatti, nel primo semestre dell’anno, sono venuti a mancare altri 126 sportelli, portando così a 19.016 il numero complessivo delle filiali a livello nazionale.
Inoltre, la desertificazione bancaria continua a riguardare non soltanto le aree interne e i piccoli comuni, ma anche le grandi città, dove in molti casi il calo risulta superiore alla media nazionale.
A livello regionale, la maggiore riduzione del numero degli sportelli rispetto alla fine del 2025 si registra in Liguria (-2,6%), seguita da Lombardia (-1,7%) e Valle d’Aosta (-1,6%).
Invece, tra le regioni con la più alta incidenza di comuni senza sportelli, continuano ad occupare i primi posti il Molise (83,8%), la Calabria (74,5%), la Valle d’Aosta (74,3%), il Piemonte (65,9%), l’Abruzzo (61,3%) e la Liguria (58,1%), mentre il valore più contenuto si registra in Emilia Romagna (8,2%).
La classifica della presenza territoriale dei gruppi bancari conferma al primo posto il Gruppo Iccrea, con 2.450 sportelli, seguito da Intesa Sanpaolo (2.295) e Unicredit (2.252). Seguono Bper Banca (2.073), Monte dei Paschi di Siena (1.547), Cassa Centrale Banca (1.525), Banco Bpm (1.364) e Crédit Agricole Italia (947).
Nei primi sei mesi del 2026 è ulteriormente aumentato (di 9 unità) il numero dei comuni totalmente privi di sportelli bancari, rispetto al 2025: di conseguenza continua pure ad aumentare il numero delle persone che non hanno accesso ai servizi bancari o rischiano di perderlo.
Ed a questo proposito, la popolazione residente nei comuni totalmente desertificati è cresciuta di 10.425 unità, raggiungendo quota 4.896.822, mentre quella residente nei comuni con un solo sportello è aumentata di 9.152 unità, arrivando a 6.593.109 persone.
Nel complesso, sono quindi quasi 11,5 milioni gli Italiani che vivono in comuni senza sportelli bancari o con una sola filiale. Dall’inizio dell’anno è, inoltre, aumentato anche il numero delle imprese con sede nei comuni desertificati, con 640 attività in più, mentre la superficie interessata dal fenomeno è cresciuta di 276 chilometri quadrati.
La desertificazione bancaria – come si è detto – non coinvolge soltanto le aree interne: anzi, l’analisi dell’Osservatorio FIBA FIRST Cisl sull’evoluzione della rete fisica nelle principali città italiane mostra che, rispetto al 31 dicembre 2021, la riduzione degli sportelli è superiore alla media nazionale (che è quella del 12,2%) in numerosi grandi centri urbani.
Il calo più marcato si registra a Milano (-16,2%), seguita da Roma (-14,1%), Palermo (-13,9%), Messina (-13,6%), Genova (-13,1%), Torino (-13%) e Napoli (-12,9%). Riduzioni superiori o sostanzialmente in linea con la media nazionale si segnalano anche a Firenze (-12,4%), Bari (-12,1%) e Venezia (-12%). La contrazione appare, invece, più contenuta a Bologna (-9,6%), Catania (-9,8%) e Verona (-5,1%).
Le disuguaglianze territoriali emergono con evidenza anche osservando la densità degli sportelli rispetto alla superficie e alla popolazione. A Roma, dove al 30 giugno 2026 sono presenti 847 filiali, si contano appena 0,66 sportelli per chilometro quadrato e 30,81 sportelli ogni 100mila abitanti. Milano, pur avendo una popolazione inferiore e un numero complessivo di filiali più basso, presenta, comunque, una rete molto più concentrata: 3,16 sportelli per chilometro quadrato (quasi, quindi, cinque volte il valore della Capitale) e 42,52 sportelli ogni 100mila abitanti.
Le differenze risultano ancora più marcate nel confronto tra alcune città del Nord e del Sud. Ad esempio, tra i principali centri veneti, Verona dispone di 50,78 sportelli ogni 100mila abitanti e Padova di 52,75, i valori più elevati tra le città considerate. Nelle grandi città meridionali la presenza risulta, invece, generalmente più ridotta: Napoli si ferma, infatti, a 21,28 sportelli ogni 100mila abitanti, Palermo a 19,51, Catania a 24,58 e Messina a 17,18, il valore più basso della tabella.
Tra l’altro, il fenomeno della desertificazione si sviluppa anche in un contesto in cui la diffusione dell’internet banking non è ancora sufficiente a compensare la perdita della presenza fisica, soprattutto per la popolazione anziana e per le fasce più fragili.
Tanto è vero che gli ultimi dati disponibili segnalano che, tra il 2024 e il 2025, in Italia l’utilizzo dell’internet banking è cresciuto solamente di poco più di un punto percentuale, dal 55,01% al 56,37%. In alcune regioni si è registrata perfino una diminuzione: è il caso del Lazio, passato dal 60% al 59%, dell’Umbria, dal 60% al 56%, e del Veneto, dal 66% al 61%.
La distanza dalla media europea – che è pari al 69,7% – resta dunque, decisamente ampia, così come quella che ci separa da Francia (78,3%), Spagna (74,8%) e Germania (70,7%). Più in dettaglio, nella fascia di età compresa tra 65 e 74 anni, utilizza i canali digitali solo il 36,7% della popolazione italiana, contro il 47,9% della media europea.
Inoltre, il caso francese sta a dimostrare dimostrare che un elevato livello di utilizzo dell’internet banking può coesistere con una rete fisica più capillare, visto che in Francia si contano 48 sportelli ogni 100mila abitanti, contro i 32 dell’Italia. Infine, anche la nuova fase del risiko bancario sembra destinata a provocare un’ulteriore concentrazione del sistema bancario, con le conseguenze che l’Italia ha già sperimentato negli anni scorsi.
Pertanto – conclude l’analisi dell’Osservatorio – le banche dovrebbero farsi carico di porre in atto comportamenti socialmente responsabili, “erogando gratuitamente corsi di educazione digitale, soprattutto a vantaggio della clientela più anziana e delle persone meno avvezze all’utilizzo delle nuove tecnologie, per garantire l’accessibilità a servizi essenziali come quelli bancari e finanziari”.
Perché si parla di desertificazione bancaria?
Perché continua a diminuire il numero degli sportelli bancari, lasciando sempre più comuni e cittadini con un accesso limitato ai servizi bancari.
Qual è la proposta dell’Osservatorio FIBA FIRST Cisl?
L’Osservatorio invita le banche a promuovere corsi gratuiti di educazione digitale per favorire l’accesso ai servizi bancari, soprattutto tra anziani e persone meno abituate alle tecnologie.
Scritto da: Ferruccio Bovio
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