Economia

Nel primo semestre 2026, persi altri 126 sportelli bancari

today4 Agosto, 2026

Sfondo

Il recente aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione FIBA di FIRST Cisl, conferma che continua a diminuire la presenza della banche italiane sul territorio. Infatti, nel primo semestre dell’anno, sono venuti a mancare altri 126 sportelli, portando così a 19.016 il numero complessivo delle filiali a livello nazionale.

Inoltre, la desertificazione bancaria continua a riguardare non soltanto le aree interne e i piccoli comuni, ma anche le grandi città, dove in molti casi il calo risulta superiore alla media nazionale.

Le regioni più colpite dalla riduzione degli sportelli

A livello regionale, la maggiore riduzione del numero degli sportelli rispetto alla fine del 2025 si registra in Liguria (-2,6%), seguita da Lombardia (-1,7%) e Valle d’Aosta (-1,6%).

Invece, tra le regioni con la più alta incidenza di comuni senza sportelli, continuano ad occupare i primi posti il Molise (83,8%), la Calabria (74,5%), la Valle d’Aosta (74,3%), il Piemonte (65,9%), l’Abruzzo (61,3%) e la Liguria (58,1%), mentre il valore più contenuto si registra in Emilia Romagna (8,2%).

La classifica dei gruppi bancari per presenza sul territorio

La classifica della presenza territoriale dei gruppi bancari conferma al primo posto il Gruppo Iccrea, con 2.450 sportelli, seguito da Intesa Sanpaolo (2.295) e Unicredit (2.252). Seguono Bper Banca (2.073), Monte dei Paschi di Siena (1.547), Cassa Centrale Banca (1.525), Banco Bpm (1.364) e Crédit Agricole Italia (947).

Aumentano i comuni senza sportelli e le persone coinvolte

Nei primi sei mesi del 2026 è ulteriormente aumentato (di 9 unità) il numero dei comuni totalmente privi di sportelli bancari, rispetto al 2025: di conseguenza continua pure ad aumentare il numero delle persone che non hanno accesso ai servizi bancari o rischiano di perderlo.

Ed a questo proposito, la popolazione residente nei comuni totalmente desertificati è cresciuta di 10.425 unità, raggiungendo quota 4.896.822, mentre quella residente nei comuni con un solo sportello è aumentata di 9.152 unità, arrivando a 6.593.109 persone.

Nel complesso, sono quindi quasi 11,5 milioni gli Italiani che vivono in comuni senza sportelli bancari o con una sola filiale. Dall’inizio dell’anno è, inoltre, aumentato anche il numero delle imprese con sede nei comuni desertificati, con 640 attività in più, mentre la superficie interessata dal fenomeno è cresciuta di 276 chilometri quadrati.

La desertificazione bancaria nelle grandi città

La desertificazione bancaria – come si è detto – non coinvolge soltanto le aree interne: anzi, l’analisi dell’Osservatorio FIBA FIRST Cisl sull’evoluzione della rete fisica nelle principali città italiane mostra che, rispetto al 31 dicembre 2021, la riduzione degli sportelli è superiore alla media nazionale (che è quella del 12,2%) in numerosi grandi centri urbani.

Il calo più marcato si registra a Milano (-16,2%), seguita da Roma (-14,1%), Palermo (-13,9%), Messina (-13,6%), Genova (-13,1%), Torino (-13%) e Napoli (-12,9%). Riduzioni superiori o sostanzialmente in linea con la media nazionale si segnalano anche a Firenze (-12,4%), Bari (-12,1%) e Venezia (-12%). La contrazione appare, invece, più contenuta a Bologna (-9,6%), Catania (-9,8%) e Verona (-5,1%).

Le differenze territoriali tra Nord e Sud

Le disuguaglianze territoriali emergono con evidenza anche osservando la densità degli sportelli rispetto alla superficie e alla popolazione. A Roma, dove al 30 giugno 2026 sono presenti 847 filiali, si contano appena 0,66 sportelli per chilometro quadrato e 30,81 sportelli ogni 100mila abitanti. Milano, pur avendo una popolazione inferiore e un numero complessivo di filiali più basso, presenta, comunque, una rete molto più concentrata: 3,16 sportelli per chilometro quadrato (quasi, quindi, cinque volte il valore della Capitale) e 42,52 sportelli ogni 100mila abitanti.

Le differenze risultano ancora più marcate nel confronto tra alcune città del Nord e del Sud. Ad esempio, tra i principali centri veneti, Verona dispone di 50,78 sportelli ogni 100mila abitanti e Padova di 52,75, i valori più elevati tra le città considerate. Nelle grandi città meridionali la presenza risulta, invece, generalmente più ridotta: Napoli si ferma, infatti, a 21,28 sportelli ogni 100mila abitanti, Palermo a 19,51, Catania a 24,58 e Messina a 17,18, il valore più basso della tabella.

Internet banking ancora insufficiente a compensare la chiusura delle filiali

Tra l’altro, il fenomeno della desertificazione si sviluppa anche in un contesto in cui la diffusione dell’internet banking non è ancora sufficiente a compensare la perdita della presenza fisica, soprattutto per la popolazione anziana e per le fasce più fragili.

Tanto è vero che gli ultimi dati disponibili segnalano che, tra il 2024 e il 2025, in Italia l’utilizzo dell’internet banking è cresciuto solamente di poco più di un punto percentuale, dal 55,01% al 56,37%. In alcune regioni si è registrata perfino una diminuzione: è il caso del Lazio, passato dal 60% al 59%, dell’Umbria, dal 60% al 56%, e del Veneto, dal 66% al 61%.

La distanza dalla media europea – che è pari al 69,7% – resta dunque, decisamente ampia, così come quella che ci separa da Francia (78,3%), Spagna (74,8%) e Germania (70,7%). Più in dettaglio, nella fascia di età compresa tra 65 e 74 anni, utilizza i canali digitali solo il 36,7% della popolazione italiana, contro il 47,9% della media europea.

Inoltre, il caso francese sta a dimostrare dimostrare che un elevato livello di utilizzo dell’internet banking può coesistere con una rete fisica più capillare, visto che in Francia si contano 48 sportelli ogni 100mila abitanti, contro i 32 dell’Italia. Infine, anche la nuova fase del risiko bancario sembra destinata a provocare un’ulteriore concentrazione del sistema bancario, con le conseguenze che l’Italia ha già sperimentato negli anni scorsi.

Le proposte dell’Osservatorio

Pertanto – conclude l’analisi dell’Osservatorio – le banche dovrebbero farsi carico di porre in atto comportamenti socialmente responsabili, “erogando gratuitamente corsi di educazione digitale, soprattutto a vantaggio della clientela più anziana e delle persone meno avvezze all’utilizzo delle nuove tecnologie, per garantire l’accessibilità a servizi essenziali come quelli bancari e finanziari”.

In sintesi

  • Nel primo semestre del 2026 sono stati chiusi altri 126 sportelli bancari, portando il totale delle filiali in Italia a 19.016.
  • Quasi 11,5 milioni di italiani vivono in comuni senza sportelli bancari o con una sola filiale, mentre aumentano anche i comuni completamente desertificati.
  • La riduzione delle filiali interessa anche le grandi città, con Milano, Roma e Palermo tra quelle che registrano i cali più consistenti rispetto al 2021.
  • L’internet banking cresce lentamente e resta sotto la media europea, rendendo più difficile compensare la diminuzione della presenza fisica delle banche, soprattutto per anziani e categorie più fragili.

FAQ

Perché si parla di desertificazione bancaria?
Perché continua a diminuire il numero degli sportelli bancari, lasciando sempre più comuni e cittadini con un accesso limitato ai servizi bancari.

Qual è la proposta dell’Osservatorio FIBA FIRST Cisl?
L’Osservatorio invita le banche a promuovere corsi gratuiti di educazione digitale per favorire l’accesso ai servizi bancari, soprattutto tra anziani e persone meno abituate alle tecnologie.

 

Scritto da: Ferruccio Bovio

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *