Economia

Sanità pubblica e consigli per il governo

today7 Settembre, 2026

Sfondo

Mentre a Bari il Governo celebrava il record di longevità per un esecutivo italiano, l’Anaao Assomed – ossia, il maggiore sindacato nazionale della Sanità – tracciava un bilancio su come questa stabilità politica si fosse, eventualmente, tradotta in una sorta di concreta ed equivalente stabilità anche per il Servizio Sanitario Nazionale.

E la risposta che l’Anaao Assomed si è data non è certo stata delle più soddisfacenti, visto che il panorama globale del settore sanitario ci parla della mancanza, negli ospedali, di oltre 10mila camici bianchi, di 35mila posti letto che sono stati tagliati nell’ultimo decennio, di più di 5 milioni di giornate di ferie arretrate e mai godute, di stipendi inferiori alla media europea, di condizioni di lavoro insostenibili, di aggressioni al personale in aumento e di dimissioni volontarie in continua crescita.

Le riforme ancora attese

Pertanto, il Sindacato ritiene che la longevità governativa non abbia coinciso pienamente con le riforme attese da tempo: basti pensare che il decreto ministeriale che fissa i fabbisogni di personale nei reparti risale al 1988 e non tiene conto né dell’invecchiamento della popolazione né di quello degli stessi operatori sanitari.

Resta, inoltre, di fatto in vigore il tetto di spesa per il personale ancorato ai livelli del 2004 e che, di fatto, blocca le assunzioni necessarie a colmare i vuoti in organico.

Le condizioni di lavoro

Nel commentare questo stato di cose, il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, lamenta che chi lavora in corsia “fa i salti mortali ogni giorno, tra reparti accorpati, turni massacranti e pronto soccorso sotto assedio”.

Medici e infermieri rinunciano alle ferie, subiscono aggressioni verbali e fisiche, vanno in pensione appena possono o lasciano il pubblico per il privato o per l’estero, alimentando così un fenomeno che non può più, quindi, considerarsi come un’emergenza transitoria poiché, in realtà, costituisce una vera e propria “fuga strutturale che il Paese non può permettersi”.

Il futuro dei giovani medici

E anche ragionando con lo sguardo rivolto al futuro, Di Silverio sottolinea come aumentare i posti alla facoltà di Medicina senza pensare a che fine faranno quegli studenti che tra sei anni si laureeranno “è sinonimo di precarizzazione”.

Bisognerebbe, infatti, almeno aumentare, in egual misura, anche il numero dei contratti di specializzazione e fornire, finalmente, ai giovani medici un vero contratto già dalla scuola di specializzazione, “come gesto di riconoscimento della dignità professionale”.

I risultati riconosciuti al Governo

Tra le cose realizzate dal Governo Meloni che, invece, possono essere – almeno parzialmente – apprezzate, l’Anaao Assomed indica “le firme dei contratti di lavoro che rappresentano sicuramente un dato positivo reale dopo dieci anni di blocco della contrattazione”, anche se i lavoratori della Sanità continuano, comunque, “ad essere ingabbiati nella pubblica amministrazione, con aumenti salariali che non rispondono neanche al tasso di inflazione, regole di ingaggio e di lavoro costruite per gli amministrativi (e non per i medici e i dirigenti sanitari) e risorse extracontrattuali che arrivano con il contagocce e vengono peraltro sottratte dal Ministero dell’Economia”.

Le sei priorità indicate dall’Anaao Assomed

Pertanto, proprio in occasione di questa celebrazione governativa, il Sindacato della sanità ha voluto ribadire quelle che, a suo giudizio, sono le priorità che Palazzo Chigi dovrebbe affrontare:

1) Aumenti retributivi reali

1) Aumenti retributivi reali, che recuperino, quindi, il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e rendano competitiva la retribuzione dei medici del SSN rispetto al privato e ai colleghi europei;

2) Maggiore flessibilità organizzativa

2) Maggiore flessibilità organizzativa del lavoro, con modelli di turnazione sostenibili, part-time reale e strumenti che concilino vita professionale e vita privata, per rendere di nuovo attrattivo lavorare in ospedale;

3) Riorganizzazione della rete ospedaliera

3) Riorganizzazione strutturale della rete ospedaliera e territoriale, con un aggiornamento dei fabbisogni di personale, il superamento del tetto di spesa fermo al 2004 e investimenti mirati sui reparti in maggiore sofferenza;

4) Sicurezza sul lavoro

4) Sicurezza sul lavoro, con misure concrete ed efficaci contro le aggressioni a medici e operatori sanitari nei pronto soccorso e nei reparti;

5) Defiscalizzazione e lavoro ordinario

5) Defiscalizzazione e aumento del lavoro ordinario (e non solo di quello straordinario), per dare respiro reale alle buste paga dei professionisti del SSN;

6) Contrattualizzazione degli specializzandi

6) Contrattualizzazione degli specializzandi, di area medica e non medica.

In sintesi

  • Anaao Assomed segnala la carenza di oltre 10mila camici bianchi negli ospedali italiani e il taglio di 35mila posti letto nell’ultimo decennio.
  • Il sindacato denuncia condizioni di lavoro difficili, ferie arretrate, aggressioni al personale e crescente abbandono del Servizio Sanitario Nazionale.
  • Tra le criticità viene indicato il tetto di spesa per il personale fermo ai livelli del 2004, che limita le assunzioni necessarie.
  • Anaao Assomed indica al Governo sei priorità, tra cui aumenti salariali, maggiore flessibilità, riorganizzazione della rete sanitaria, sicurezza e contrattualizzazione degli specializzandi.

FAQ

Quali sono le principali criticità del Servizio Sanitario Nazionale?
La carenza di personale, il taglio dei posti letto, le condizioni di lavoro, le aggressioni e la fuga di professionisti verso il privato o l’estero.

Quali sono le priorità indicate da Anaao Assomed al Governo?
Aumenti retributivi, maggiore flessibilità, riorganizzazione della rete sanitaria, sicurezza sul lavoro, defiscalizzazione e contrattualizzazione degli specializzandi.

 

Scritto da: Ferruccio Bovio

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