Economia

Sanità privata, ricavi a 13,4 miliardi

today30 Luglio, 2026

Sfondo

Un’analisi pubblicata dall’Area Studi di Mediobanca rivela che la sanità privata continua a consolidare il proprio ruolo nell’ambito del sistema sanitario italiano, sostenuta dall’aumento della domanda di assistenza e dall’invecchiamento della popolazione.

Non a caso, nel 2024, il fatturato aggregato dei principali operatori ha toccato i 13,4 miliardi di euro, corrispondenti ad un incremento del 5,5% rispetto al 2023 e del 22% rispetto al 2019. Inoltre, per il 2025, si stima un’ulteriore crescita del 3,7%, trainata soprattutto dall’assistenza agli anziani (+7,9%), seguita dall’assistenza ospedaliera (+3,9%), dalla diagnostica (+ 2,8%) e dalla riabilitazione (+2,6%).

Occupazione in crescita

Quanto, invece, agli aspetti occupazionali, nel 2024, il comparto ha superato gli oltre 102mila addetti, con una crescita del 17,5% sul 2019 ed ha così confermato la propria capacità di generare occupazione qualificata e di sostenere gli investimenti in competenze professionali. Nel commentare questi dati, l’AISI (Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti) ritiene che essi costituiscano una conferma di come la sanità privata sia diventata “una componente sempre più importante della risposta ai bisogni di salute dei cittadini”.

Ed a questo proposito, la crescita del fatturato, il ritorno agli utili e l’aumento dell’occupazione testimoniano della capacità del settore di investire, innovare e garantire continuità assistenziale. D’altra parte, il forte sviluppo dell’assistenza agli anziani non può certamente essere considerato come un fenomeno congiunturale, poiché riflette, invece, i profondi cambiamenti demografici avvenuti nel Paese.

Per questo motivo, l’AISI auspica la definizione di una “programmazione nazionale di lungo periodo che dia stabilità al sistema, favorisca gli investimenti e riconosca il ruolo della sanità privata nella risposta ai bisogni di salute dei cittadini”.

Anziani, diagnostica e ospedali trainano la crescita

L’analisi di Mediobanca evidenzia inoltre come, rispetto al periodo precedente alla pandemia, siano in particolar modo le strutture dedicate all’assistenza agli anziani a registrare la crescita più significativa (con un + 25,9%), favorite dall’aumento del tasso di occupazione dei posti letto e dall’apertura di nuove strutture. A seguire, si collocano la diagnostica (+22,9%) e l’assistenza ospedaliera (+22,8%), mentre la riabilitazione cresce del 10,1%.

Redditività in recupero ma ancora sotto i livelli pre-pandemia

Sul piano economico prosegue anche il recupero della redditività, con l’EBIT margin (ossia, l’indice di redditività percentuale che misura la redditività di un’azienda) che sale da 3,1% del 2023 al 3,6% del 2024, pur rimanendo al di sotto 5,4% registrato nel 2019. Inoltre, l’utile aggregato torna positivo, attestandosi a 34,6 milioni di euro, mentre il ROI (e cioè, l’indicatore finanziario che misura la redditività e l’efficienza di un investimento) risale al 4,7%, restando, comunque, ancora inferiore al 6,3% del periodo pre – pandemia.

Pertanto – spiega sempre l’Associazione – “il ritorno all’utile e il recupero della redditività sono segnali importanti, ma evidenziano anche come il settore non abbia ancora recuperato pienamente gli equilibri economici precedenti alla pandemia”.

Tuttavia, non sarebbe neppure corretto leggere “questi numeri solo come risultati di bilancio”, dal momento che essi ci parlano anche di un comparto “che continua a investire pur operando in un contesto caratterizzato da costi crescenti, forte pressione sulla domanda e necessità di continui adeguamenti organizzativi e tecnologici”.

Di conseguenza, si rende più che mai indispensabile elaborare un quadro normativo stabile, in grado di favorire gli investimenti, riducendo le disuguaglianze territoriali e rendendo più efficace la collaborazione tra tutte le componenti del sistema sanitario, al fine di “garantire ai cittadini cure tempestive, appropriate e di qualità”.

L’invecchiamento della popolazione aumenta la domanda di cure

Il rapporto sottolinea pure come l’invecchiamento della popolazione continuerà ad alimentare la domanda di assistenza nei prossimi decenni. Infatti, la quota degli over 65 è destinata a passare dal 24,5% della popolazione nel 2024, al 34,1 entro il 2062.

Parallelamente, la spesa sanitaria pubblica è prevista stabile intorno al 6,4% del PIL tra il 2026 e il 2029, mentre aumenterà il peso della sanità sulla spesa corrente primaria, passando dal 15,4% del 2025 al 15,7% del 2027.

Ed a questi numeri bisogna anche aggiungere una spesa sanitaria privata che nel 2025 ha sfiorato i 78 miliardi di euro, alimentata anche dalle persistenti difficoltà di accesso alle cure pubbliche. Tanto è vero che, nel 2024, quasi il 10% degli Italiani hanno rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici o a causa delle liste d’attesa.

Pubblico e privato: la sfida della collaborazione

Una spesa sanitaria privata vicina ai 78 miliardi di euro e un cittadino su dieci costretto a rinunciare alle cure rappresentano, quindi – sempre secondo l’AISI – “indicatori che impongono una riflessione sull’evoluzione del sistema sanitario italiano”.

E la risposta non può essere quella di contrapporre pubblico e sanità privata. Al contrario, è necessario rafforzare la capacità complessiva del sistema di prendere in carico i cittadini, investendo sul personale, sulla digitalizzazione, sull’innovazione tecnologica, sulla prevenzione e sull’ammodernamento delle strutture.

Per l’AISI questi dati dimostrano, dunque, che la sanità privata è chiamata a svolgere un ruolo sempre più rilevante nel garantire la sostenibilità del sistema sanitario italiano. La vera sfida non risiede, quindi, nello scegliere tra pubblico e sanità privata, ma nel mettere entrambe le componenti nelle condizioni di collaborare in modo efficace per garantire ai cittadini cure sempre più tempestive, sicure, innovative e di qualità.

In sintesi

  • La sanità privata italiana ha raggiunto 13,4 miliardi di euro di fatturato nel 2024, con una crescita del 5,5% rispetto al 2023 e del 22% rispetto al 2019.
  • Il comparto ha superato i 102mila addetti nel 2024, registrando un aumento dell’occupazione del 17,5% rispetto al periodo pre-pandemia.
  • L’assistenza agli anziani è il settore con la crescita maggiore, con un aumento previsto del 7,9% nel 2025 e un incremento del 25,9% rispetto al periodo precedente alla pandemia.
  • La sanità privata è chiamata a svolgere un ruolo sempre più rilevante nel sistema sanitario italiano, in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dalle difficoltà di accesso alle cure pubbliche.

FAQ

Quanto vale il settore della sanità privata in Italia?
Nel 2024 il fatturato aggregato dei principali operatori ha raggiunto 13,4 miliardi di euro.

Perché cresce la domanda di sanità privata?
L’aumento è legato soprattutto all’invecchiamento della popolazione e alle difficoltà di accesso alle cure pubbliche.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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