Economia

Per le piccole imprese, credito sempre più scarso e costoso: in sette anni i finanziamenti calano del 25,9%

today14 Agosto, 2026

Sfondo

Un’indagine realizzata dall’Ufficio Studi della Confartigianato segnala un netto calo dei finanziamenti per le piccole imprese italiane, cui corrisponde, oltre tutto, un crescente aumento del costo del denaro.

In sette anni finanziamenti in calo del 25,9%

Infatti, dal 2019 al marzo 2026, i finanziamenti destinati alle imprese di minore dimensione sono calati di ben 34 miliardi, facendo così segnare una flessione del 25,9 % che, per quanto concerne gli artigiani, raggiunge addirittura il – 39,3%. E si tratta di percentuali decisamente superiori rispetto al calo dei prestiti registrato dal totale delle aziende italiane che si attesta, invece, al – 7,3 %.

Quanto al costo del denaro, dallo studio di Confartigianato emerge come siano i piccoli imprenditori a pagarlo molto di più rispetto alle aziende medio – grandi: non a caso, a fronte di un tasso di interesse annuo del 4,97 %, applicato alla media delle imprese, le PMI devono, al contrario, pagare tassi di interesse che partono dal 6,5 % di Bolzano per poi arrivare fino a toccare il 10,6 % applicato in Sardegna.

L’indagine in questione mette, dunque, in risalto la presenza di una situazione particolarmente critica sul versante del credito per le aziende italiane di piccole dimensioni.

E stiamo, purtroppo, parlando di una tendenza negativa che si è imposta negli ultimi 7 anni e che non accenna a ridimensionarsi nemmeno nel 2026. Tanto è vero che, secondo l’ultimo dato disponibile (quello cioè di marzo 2026), i prestiti alle piccole imprese sono ulteriormente diminuiti, facendo segnare una flessione pari al – 4,3% e, quindi, un peggioramento rispetto al – 4,0 % registrato alla fine del 2025. Inoltre, per gli artigiani, il calo si fa ancora più grave perché arriva a toccare il – 8,8%.

Le differenze tra le Regioni

A livello regionale, il maggiore calo dei finanziamenti alle piccole imprese registrato a marzo di quest’anno, è stato quello che riguarda la Valle d’Aosta (- 9,9%), seguito dalle Marche (- 7,1%), dalla Liguria (- 6,6%), dalla Toscana (- 6,4%), dal Veneto (- 5,5%), dall’Umbria (- 5,5%) e dal Friuli Venezia Giulia (- 5,2%). Contrazioni più contenute dei prestiti alle piccole imprese si sono, invece, riscontrate nel Lazio (- 2,3%), in Sicilia (- 2,4%) e in Puglia (- 3,2%).

Per quanto concerne poi il costo del denaro, sempre a marzo 2026, le situazioni più penalizzanti per i piccoli imprenditori sono quelle che si sono osservate nel Mezzogiorno dove, a fronte del tasso medio del 4,97% per la media nazionale delle imprese, i tassi più elevati si sono rilevati in Sardegna (con il 10,6%), in Calabria (con il 10,5%), in Basilicata (col 9,8%), in Sicilia (col 9,8%), in Molise (col 9,8%) ed in Puglia (col 9,6%).

Altre condizioni meno penalizzanti – ma comunque superiori alla media – si sono, inoltre, registrate nelle Province autonome di Bolzano (6,5%) e di Trento (7,3%), unitamente all’Emilia-Romagna (7,2%) e al Lazio (7,4%).

Confartigianato: rafforzare gli strumenti di garanzia

Nel commentare i risultati della ricerca portata a termine dall’Ufficio Studi, il presidente della Confartigianato, Marco Granelli, ha voluto sottolineare come la stretta monetaria continui a produrre effetti particolarmente gravosi sulle micro e piccole imprese nazionali. Si tratta, infatti, di “una situazione che penalizza il cuore del nostro sistema produttivo, ne riduce la capacità di investire, innovare e creare occupazione”. Per questo motivo – sempre secondo la presidenza dell’Associazione artigiana – diventa fondamentale definire in modo chiaro quale sarà “il ruolo che dovrà giocare la nuova Artigiancassa”, la quale sarà, infatti, chiamata ad “offrire risposte immediate e puntuali alle esigenze creditizie degli artigiani e delle piccole imprese”, oltre a doversi pure occupare del rafforzamento degli strumenti di garanzia e dei Confidi, affinché “le piccole imprese possano continuare a investire, crescere e contribuire alla competitività del Paese”.

In sintesi

  • Dal 2019 al marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti di 34 miliardi di euro, con una flessione del 25,9%.
  • Per gli artigiani il calo dei finanziamenti raggiunge il 39,3%, contro il 7,3% registrato dal totale delle imprese italiane.
  • A marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese sono diminuiti del 4,3%, mentre per gli artigiani la flessione è arrivata all’8,8%.
  • Il costo del credito è particolarmente elevato per le piccole imprese: si va dal 6,5% di Bolzano fino al 10,6% della Sardegna, a fronte di una media nazionale del 4,97% per le imprese.
  • Le maggiori contrazioni dei finanziamenti si registrano in Valle d’Aosta, Marche, Liguria e Toscana.
  • I tassi più elevati si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno, con Sardegna e Calabria ai primi posti.
  • Confartigianato chiede di rafforzare Artigiancassa, gli strumenti di garanzia e i Confidi per sostenere gli investimenti delle micro e piccole imprese.

FAQ

Quanto sono diminuiti i finanziamenti alle piccole imprese dal 2019?
Dal 2019 al marzo 2026 sono diminuiti di 34 miliardi di euro, pari al 25,9%.

Qual è la situazione per gli artigiani?
Per gli artigiani il calo dei finanziamenti raggiunge il 39,3% nel periodo considerato.

Quanto sono diminuiti i prestiti nel 2026?
A marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese risultano in calo del 4,3%, mentre per gli artigiani la diminuzione arriva all’8,8%.

Quanto costa il credito alle piccole imprese?
I tassi indicati da Confartigianato variano dal 6,5% di Bolzano fino al 10,6% della Sardegna, a fronte di una media del 4,97% per il complesso delle imprese.

Quali Regioni hanno registrato il maggiore calo dei finanziamenti?
La contrazione più forte si registra in Valle d’Aosta, seguita da Marche, Liguria, Toscana, Veneto, Umbria e Friuli Venezia Giulia.

Dove il costo del denaro è più elevato?
I tassi più alti si registrano soprattutto nel Mezzogiorno, in particolare in Sardegna, Calabria, Basilicata, Sicilia, Molise e Puglia.

Che cosa chiede Confartigianato?
Confartigianato chiede di chiarire il ruolo della nuova Artigiancassa e di rafforzare gli strumenti di garanzia e i Confidi per agevolare l’accesso al credito delle piccole imprese.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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