Economia

Il fenomeno dei medici “gettonisti” costa più di un miliardo all’anno

today29 Giugno, 2026

Sfondo

Medici gettonisti: dal rapporto dell’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione) sui medici, è emerso un quadro che descrive una situazione particolarmente preoccupante. Una situazione che, del resto, l’Anaao – Assomed (e cioè, il principale Sindacato italiano dei medici e della dirigenza sanitaria) denuncia invano da anni, sia dinanzi al Parlamento, che ai Ministeri e all’opinione pubblica.

Adesso però, i numeri forniti dall’Anac sono sotto gli occhi di tutti e ci rivelano che, nel solo biennio 2024–2025, il Servizio Sanitario Nazionale ha speso un miliardo e 64 milioni di euro per comprare sul mercato privato quello che avrebbe dovuto avere in casa: ossia, medici e infermieri. E non lo ha fatto come scelta strategica, ma, al contrario, come rimedio cui ricorrere sotto la pressione di un’eccessiva carenza di personale in pianta stabile.

Una spesa che continua ad aumentare

E il dato non accenna a migliorare: tanto è vero che, nel 2025, la spesa è aumentata del 15% rispetto all’anno precedente, con il 36% di contratti in più attivati rispetto al 2024. E tutto ciò – lamenta il Sindacato – “nonostante le norme restrittive, nonostante i decreti, nonostante i proclami”.

In sostanza, ci troviamo di fronte ad un paradosso per il quale un’azienda sanitaria non può assumere un medico a tempo indeterminato perché esiste un tetto di spesa per il personale, ma può, comunque, pagare quello stesso professionista – oppure un altro equivalente – attraverso una cooperativa, a tariffa oraria, senza limiti di budget, imputando il costo alla voce “beni e servizi” ed ottenendo così il risultato di spendere di più per avere di meno.

Le conseguenze nei reparti

“Nessuna continuità, nessun rapporto con l’equipe e nessun medico che conosca il reparto, i pazienti, i colleghi”. Anaao – Assomed ci tiene a chiarire che non sono certo i gettonisti a costituire il problema: se mai, sono, più che altro, la risposta sbagliata e costosa ad una questione che la politica sanitaria non ha mai voluto affrontare davvero. Ed è la questione rappresentata dalla valorizzazione dei professionisti.

Infatti, la “grande fuga” dal SSN che il Sindacato sanitario denuncia da anni non deriva solo da stipendi bassi ( sebbene anche questa sia una componente fondamentale), ma deriva pure da condizioni di lavoro divenute ormai insostenibili. E stiamo parlando di “una carenza di personale che si autoalimenta, di un modello di governance percepito come autoritario, della medicina difensiva che pesa come un macigno su ogni decisione clinica e del burnout strutturale nei pronto soccorso”.

La scelta dei medici

Tanto per essere più chiari, si pensi al caso di un medico di 40 anni – formato con risorse pubbliche – che osserva i propri colleghi guadagnare il doppio facendo turni come gettonisti: è abbastanza normale che, alla fine, decida di lasciare il SSN…e non per mancanza di vocazione, ma per pura logica economica.

In altre parole, succede che le stesse aziende sanitarie che non valorizzano i propri dipendenti, prima li perdono a favore del mercato dei gettonisti e poi li riassumono pagandoli attraverso cooperative: solo che finiscono per retribuirli con tariffe due, tre volte superiori allo stipendio che avevano da dipendenti.

La fuga di infermieri e sanitari

Nel 2024 si sono dimessi volontariamente oltre 20.000 infermieri solo nei primi nove mesi dell’anno e ogni anno circa 8.000 sanitari lasciano l’Italia. Sa, quindi, abbastanza di beffa il fatto che il SSN abbia formato questi professionisti per anni, retribuendo la loro specializzazione, per poi perderli o, peggio ancora, riacquistarli a prezzo maggiorato attraverso intermediari privati.

D’altra parte, al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che sostiene, giustamente, che quella spesa (di 1,64 miliardi) potrebbe essere usata per indire concorsi (e, quindi, per assumere), Anaao – Assomed ricorda che, comunque, l’ultimo decreto ministeriale sui fabbisogni della sanità italiana risale al 1988: il che significa che sono ormai trentotto anni che “nessuna azienda sa quanti medici deve assumere in un reparto”.

Pertanto, quel decreto serve subito. E serve, inoltre, anche velocizzare le procedure concorsuali, visto che, attualmente, un concorso nel SSN richiede, mediamente, tre anni…Nel mentre, i reparti restano scoperti e i gettonisti rimangono così l’unica risposta possibile.

In sintesi

  • Il Servizio Sanitario Nazionale ha speso 1 miliardo e 64 milioni di euro nel biennio 2024-2025 per ricorrere a medici e infermieri “gettonisti” a causa della carenza di personale.
  • Nel 2025 la spesa per i gettonisti è aumentata del 15%, mentre il numero dei contratti è cresciuto del 36% rispetto al 2024.
  • Secondo Anaao-Assomed, il ricorso ai gettonisti è la conseguenza di vincoli alle assunzioni, carenza di personale e condizioni di lavoro che favoriscono la fuga dal SSN.
  • Il sindacato chiede un nuovo decreto sul fabbisogno sanitario, concorsi più rapidi e assunzioni stabili per ridurre il ricorso alle cooperative private.

FAQ

Perché il SSN ricorre ai medici gettonisti?

Per sopperire alla carenza di personale sanitario assunto stabilmente, ricorrendo a professionisti tramite cooperative private.

Quali soluzioni propone Anaao-Assomed?

Il sindacato chiede di aggiornare la programmazione del fabbisogno sanitario, accelerare i concorsi e assumere stabilmente medici e infermieri.

 

Scritto da: Ferruccio Bovio

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