Economia

Mercato del lavoro: dinamica positiva, nel secondo trimestre 2026

today17 Settembre, 2026

Sfondo

Un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi della Confartigianato su dati forniti dall’Istituto di statistica europeo “Eurostat”, segnala che, nel secondo trimestre 2026, gli occupati sono aumentati, in Italia, di 246 mila unità (+1,0%).

Ed a guidare questo trend positivo è il lavoro a tempo indeterminato e a tempo pieno, mentre si consolida la ripresa dei lavoratori indipendenti. Più dinamiche risultano, inoltre, anche l’occupazione femminile e quella giovanile, mentre agli stranieri va attribuito poco meno della metà dell’aumento complessivo degli occupati. Il mercato del lavoro italiano conferma, quindi, una tendenza positiva nel secondo trimestre dell’anno.

Gli occupati raggiungono, infatti, i 24 milioni e 447 mila, con un aumento che, come si è detto, è di 246 mila unità rispetto allo scorso anno. Il tasso di occupazione, nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 64 anni, sale pertanto al 63,4%, che corrisponde a 0,7 punti in più su base annua. Contestualmente, le persone in cerca di occupazione sono diminuite di 167 mila unità (-9,8%) ed il tasso di disoccupazione è sceso al 5,9%.

La qualità dell’occupazione

Quanto poi alla qualità dell’occupazione, l’analisi della Confartigianato evidenzia come questa abbia registrato una tendenza al rafforzamento lavoro stabile: tanto è vero che gli occupati dipendenti a tempo indeterminato sono aumentati di 155 mila unità (+1,0%), mentre quelli a termine sono calati di 33 mila (-1,2%).

Ancora più netta è la ricomposizione per orario, con i lavoratori a tempo pieno che sono cresciuti di 345 mila unità (+1,7%), mentre quelli a tempo parziale sono scesi di 99 mila (-2,6%). In particolare, tra i dipendenti permanenti e a tempo pieno, si è rilevato un incremento di 270 mila occupati (+2,0%).

La ripresa del lavoro indipendente

In parallelo si è consolidato anche il recupero del lavoro indipendente che, nel secondo trimestre 2026, ha contato 5 milioni 364 mila occupati: ossia, 123 mila in più in un anno (+2,4%).

Tale crescita è stata quasi del tutto alimentata tra gli indipendenti senza dipendenti, che sono, infatti, aumentati di 116 mila unità (+3,4%). In tal modo, la quota degli indipendenti sul totale degli occupati è passata dal 21,7% al 21,9%.

L’occupazione femminile

Un secondo elemento che caratterizza l’attuale fase – spiega ancora Confartigianato – è il maggiore dinamismo del lavoro femminile che, sempre nel secondo trimestre dell’anno, si è segnalato per una crescita tendenziale delle occupate dell’1,4%, corrispondente ad un ritmo doppio rispetto al +0,7% degli uomini.

E questa migliore performance femminile trova conforma anche negli indicatori, con il tasso di occupazione delle donne che è salito di 0,9 punti in un anno, contro i +0,5 punti per gli uomini. Al tempo stesso, la disoccupazione femminile è scesa di 0,9 punti, a fronte dei – 0,5 punti rilevati la componente maschile.

Il contributo dell’occupazione straniera

Tuttavia, il contributo più significativo è stato quello apportato dall’occupazione straniera. Basti pensare che, sempre nel secondo trimestre 2026, gli occupati stranieri sono arrivati a contare 2 milioni e 687 mila individui, con una crescita di 116 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2025, pari al +4,5%, a fronte del più contenuto +0,6% dei lavoratori italiani.

“Di conseguenza, gli stranieri spiegano il 47,1% dei 246 mila occupati aggiuntivi registrati nell’ultimo anno: in altri termini, quasi un nuovo occupato su due è straniero”.

La quota degli stranieri sul totale dell’occupazione in Italia ha così raggiunto la percentuale dell’11,0%, che rappresenta il valore più elevato della serie storica considerata, proseguendo un trend di crescita che, negli ultimi anni, ha acquisito un ruolo sempre più rilevante nel sostenere l’offerta di lavoro.

I giovani

Inoltre, il trend degli occupati stranieri è andato ad intrecciarsi anche con un maggiore dinamismo concernente i giovani, con gli occupati under 35 saliti dell’1,3% e con una accentuazione per i giovani stranieri (+6,4%).

La dinamica nei settori

Invece, sul piano settoriale, il motore dell’occupazione è rappresentato dai servizi (+2,1% su base annua), mentre sono affiorati segnali di rallentamento nelle costruzioni dopo il lungo ciclo espansivo degli ultimi anni (-1,4% con dieci trimestri consecutivi di crescita) e di ristagno (-0,7%) nella manifattura, settore sul quale pesano maggiormente le incertezze geopolitiche.

Nel complesso, quindi, la crescita dell’occupazione nel corso del 2026 non si è limitata a far segnare un aumento quantitativo, ma ha, invece, presentato interessanti segnali di miglioramento qualitativo: e stiamo, dunque, parlando dell’espansione del lavoro stabile e a tempo pieno, della ripresa degli indipendenti, del maggiore dinamismo dell’occupazione femminile, dei giovani e del crescente apporto dei lavoratori stranieri che stanno modificando la composizione di un mercato del lavoro – divenuto più inclusivo – in uno scenario segnato dal rallentamento demografico e dalla crescente difficoltà delle imprese nel reperire personale.

E a questo proposito, vale la pena di sottolineare che, a settembre, la difficoltà di reperimento del personale, da parte delle imprese, si è attestata al 44%.

La situazione a livello territoriale

Infine, a livello territoriale, si è riscontrata una maggiore spinta nel Nord-est con gli occupati in crescita dell’1,7% e nel Mezzogiorno con +1,2%, mentre il trend si è indebolito nel Centro con un + 0,4%.

Tra le principali regioni – quelle cioè, con oltre un milione di occupati – si è rilevata una dinamica superiore alla media nazionale per l’Emilia-Romagna con un + 3,0%, per la Lombardia con + 1,4% e per Puglia con + 1,2%.

Aumenti più contenuti sono stati registrati in Lazio e Campania (con un + 0,6%) e Veneto (con + 0,2%), mentre una tendenza apertamente negativa ha riguardato la Toscana (con – 0,2%), la Sicilia (con -0,7%) ed il Piemonte (con -1,1%).

In sintesi

  • Occupati in aumento: nel secondo trimestre 2026 gli occupati in Italia sono cresciuti di 246 mila unità (+1,0%), raggiungendo quota 24 milioni e 447 mila.
  • Cresce il lavoro stabile: gli occupati a tempo indeterminato sono aumentati di 155 mila unità, mentre quelli a termine sono diminuiti di 33 mila.
  • Stranieri e donne contribuiscono alla crescita: gli occupati stranieri sono aumentati del 4,5%, mentre l’occupazione femminile è cresciuta dell’1,4%.
  • Servizi trainanti: i servizi hanno registrato una crescita del 2,1%, mentre costruzioni e manifattura hanno mostrato segnali di rallentamento.

FAQ

Quanti sono gli occupati in Italia nel secondo trimestre 2026?
Gli occupati sono 24 milioni e 447 mila, 246 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Quali sono le regioni con la maggiore crescita dell’occupazione?
Tra le regioni con oltre un milione di occupati, la crescita maggiore è stata registrata in Emilia-Romagna (+3,0%), Lombardia (+1,4%) e Puglia (+1,2%).

Scritto da: Ferruccio Bovio

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