Economia

Sanità: come risparmiare grazie all’intelligenza artificiale

today23 Settembre, 2026

Sfondo

Il Centro Studi di Anaao – Assomed interviene, con un documento specifico , nel dibattito sulla Sanità italiana e sul Documento Programmatico di Finanza Pubblica che ha già quantificato il divario tra risorse assegnate e previsioni di spesa: e si tratta di 6,8 miliardi nel 2026, di 7,6 miliardi nel 2027 e di oltre 10,7 miliardi nel 2028.

Un divario che graverà soprattutto sulle Regioni, costrette a scegliere tra il taglio dei servizi e l’aumento delle tasse. Tuttavia, secondo l’analisi realizzata dal maggiore Sindacato della Sanità nazionale, le risorse attualmente disponibili potrebbero consentire di ottenere molto di più, se soltanto si riducessero alcuni sprechi.

Gli sprechi nella sanità

L’Ocse stima che, nei Paesi avanzati, circa il 20-25% della spesa sanitaria sia inefficiente: e parla, ad esempio, di ricoveri evitabili, esami duplicati, farmaci inappropriati e di una burocrazia che disperde il tempo di medici e dirigenti sanitari. E in Italia, su 137 miliardi di spesa pubblica, l’inefficienza strutturale – spiega l’Anaao Assomed – vale 21-30 miliardi l’anno.

In particolare, l’Osservatorio Sanità Digitale (2025) calcola in 21,7 miliardi di euro il risparmio annuo che si potrebbe ottenere, incrementando sistematicamente l’uso dell’intelligenza artificiale in sanità: una soluzione, probabilmente capace di ridurre i costi totali del 10-15%. Più in dettaglio, l’analisi del Sindacato suddivide le cause dell’inefficienza in questione in tre macro aree e prospetta i relativi rimedi:

Ricoveri e burocrazia

Innanzitutto, un ricovero su tre in area medica potrebbe essere gestito in day hospital o in assistenza territoriale. Un ricovero ordinario costa in media 3.000-4.500 euro: sul territorio, 8-10 volte meno. Inoltre, i medici ospedalieri passano in media il 40% del loro tempo dedicandolo a cartelle cliniche, referti e comunicazioni. Ed è tutto tempo sottratto ai pazienti…e questo fenomeno non è casuale, ma è, invece, ormai la strutturale “conseguenza di decenni di frammentazione regionale, sistemi informativi non integrati, assenza di incentivi reali all’efficienza”.

L’IA potrà,dunque, incidere anche su questo versante, visto che, nel 2026, gli investimenti in sanità digitale in Italia hanno raggiunto i 3 miliardi di euro, +12% in tre anni.

Farmaci e dispositivi medici

A tutto ciò, vanno pure aggiunte le spese per farmaci e dispositivi medici, dove acquisti centralizzati, uso appropriato dei generici e monitoraggio dell’aderenza terapeutica potrebbero valere dai 7 ai 9 miliardi in meno.

Il documento di Anaao Assomed si focalizza poi anche sull’interoperabilità tra i sistemi informativi, per evitare il rischio che un paziente di ripetere un medesimo esame da un ospedale all’altro. Ed a questo proposito, il Fascicolo Sanitario Elettronico – che, potenzialmente, è la soluzione – stenta, comunque, a decollare: infatti, lo usa stabilmente solo il 41% dei cittadini. Eppure la transizione è già in corso, con il 26% degli specialisti e il 46% dei medici di medicina generale che usano già, quotidianamente, strumenti di IA generativa.

Gli ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale

Ed in particolare, sono quattro gli ambiti nei quali l’intelligenza artificiale è già coinvolta a livello sanitario, come lo studio di Anaao mette in risalto. E si tratta:

  • della diagnostica per immagini, con algoritmi di deep learning che analizzano radiografie, Tac e risonanze con precisione superiore al 95%, individuando – naturalmente sempre sotto la supervisione del medico radiologo – anche le patologie meno evidenti. Basti pensare che il tempo medio di lettura di una mammografia si riduce del 30%, mentre uno studio danese su 50.000 screening ha documentato una crescita del 25% nella rilevazione di tumori invasivi ed un calo del 15% di richiami inutili;
  • della diagnosi precoce oncologica. Ad esempio, un tumore del colon-retto ha una sopravvivenza a 5 anni nel 14% dei casi se diagnosticato in stadio avanzato. Invece, con una diagnosi precoce assistita da sistemi ad alta tecnologia, quel tasso sale fino al 90%. E la differenza economica è enorme, dal momento che curare un tumore in stadio I costa 8-12 volte meno che in stadio IV, consentendo, inoltre, al paziente di tornare produttivo. Pertanto, la diagnosi precoce non assume rilevanza soltanto a livello terapeutico, ma rappresenta anche è un investimento con un ritorno ben quantificabile;
  • della gestione delle cronicità e del monitoraggio da remoto, soprattutto in considerazione del fatto che il 24,5% della popolazione italiana ha più di 65 anni. Diabete, ipertensione, scompenso cardiaco restano, infatti, le principali cause di ricoveri ripetuti. Invece, grazie al telemonitoraggio IA, affiancato al personale medico, i ricoveri per scompenso cardiaco si sono già ridotti del 38%;
  • della prevenzione degli errori clinici a favore della sicurezza del paziente, attraverso sistemi di alert nelle cartelle cliniche elettroniche che segnalano interazioni farmacologiche, dosaggi anomali, valori fuori soglia.

La prevenzione degli errori clinici

Ogni errore clinico grave costa al SSN tra i 40.000 e gli 80.000 euro tra contenziosi, trattamenti aggiuntivi e perdita di produttività: e ridurre gli errori del 20-30% in un sistema da 137 miliardi, significa centinaia di milioni risparmiati.

L’investimento in IA

Di conseguenza, un investimento iniziale in professionisti ed in IA si traduce in risparmio netto in pochi anni. Certo – spiega ancora Anaao Assomed – “i sistemi vanno governati, controllati e non subiti, delimitando, con chiarezza, responsabilità e campi di azione. Questo è il punto che nessuno può permettersi di derubricare”.

In sintesi

  • 6,8 miliardi di euro: è il divario previsto tra risorse assegnate e spesa sanitaria nel 2026, destinato a crescere negli anni successivi.
  • 21-30 miliardi di euro: è la stima dell’inefficienza strutturale annua della sanità pubblica italiana secondo Anaao Assomed.
  • 21,7 miliardi di euro: è il risparmio annuo potenziale stimato dall’Osservatorio Sanità Digitale con un uso sistematico dell’intelligenza artificiale.
  • Diagnosi, cronicità ed errori clinici: sono tra gli ambiti in cui l’IA può contribuire a migliorare l’efficienza e contenere i costi sanitari.

FAQ

Quanto potrebbe far risparmiare l’IA alla sanità italiana?
Secondo l’Osservatorio Sanità Digitale, fino a 21,7 miliardi di euro l’anno.

In quali ambiti può essere utilizzata l’IA in sanità?
Tra gli altri, nella diagnostica per immagini, nella diagnosi precoce oncologica, nel monitoraggio delle cronicità e nella prevenzione degli errori clinici.

 

Scritto da: Ferruccio Bovio

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