Listeners:
Top listeners:
GR News
Giornale Radio
play_arrow
Radio Podcast
play_arrow
70-80.it
play_arrow
Radio Italia Network
Secondo il tredicesimo Osservatorio di Itinerari Previdenziali (un’Organizzazione indipendente che opera nel campo della ricerca sui sistemi di protezione sociale e del loro finanziamento), circa la metà degli Italiani non dichiara redditi e, quindi, non paga le tasse.
Mentre la popolazione invecchia e, di conseguenza, aumenta la spesa per il welfare, a finanziarla, attraverso l’IRPEF, è soprattutto una minoranza di contribuenti: impiegati, funzionari, dirigenti, pensionati con redditi medio-alti e, in misura minore, autonomi e professionisti.
In particolare, chi dichiara almeno 35mila euro lordi l’anno – ossia circa 2mila euro netti al mese – versa il 65% dell’imposta. Per contro c’è un quaranta per cento di cittadini che non versano nemmeno un centesimo di iRPEF: e stiamo parlando di quella platea di persone che comprende i minori, gli individui senza reddito oltre a svariati milioni di contribuenti con imposta azzerata da “no tax area” e da detrazioni.
Il rapporto di Itinerari Previdenziali ha analizzato le dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025 per l’anno d’imposta 2024 e le ha confrontate con il costo di sanità e assistenza, finanziate dalla fiscalità generale.
Ne è emerso che l’IRPEF media per contribuente è risultata inferiore a 300 euro l’anno fino a 15mila euro di reddito, per superare i 20mila euro oltre i 55mila ed arrivare poi a più di 238mila euro sopra i 300mila.
La fascia che versa la maggiore quota di IRPEF risulta essere quella compresa tra i 35mila ed i 55mila euro di reddito: 5,37 milioni di contribuenti che pagano, infatti, 52,6 miliardi, ossia circa il 24% dell’imposta. A seguire, vengono gli 1,93 milioni di contribuenti compresi tra i 55mila ed i 100mila euro, con 39,75 miliardi (corrispondenti al 18,4% del gettito) e i 4,9 milioni tra 29mila e 35mila euro (che rappresentano il 13,7%).
Pertanto, in queste tre fasce del ceto medio, rientrano 12,2 milioni di persone – vale a dire il 28,5% dei dichiaranti – che versano il 56% dell’IRPEF. Tra i redditi più elevati – quelli cioè, oltre i 100mila euro – si contano, invece, circa 750mila contribuenti ( ossia, l’1,75% del totale), i quali versano alle casse dello Stato il 22,25% dell’imposta, mentre i circa 59mila contribuenti sopra i 300mila euro pagano 14,03 miliardi: e vale a dire, più dei 10,8 miliardi versati complessivamente dai 20,2 milioni di dichiaranti fino a 20mila euro.
Più in dettaglio, tra i lavoratori dipendenti, il 61,4% dichiara fino a 26mila euro e versa il 12,64% dell’IRPEF della categoria, mentre il 16,46% con redditi sopra i 35mila euro ne paga il 63,14%. Invece, fino ai 15mila euro, l’imposta dei dipendenti è sostanzialmente azzerata dal trattamento integrativo e dalle detrazioni.
Un dato, questo, che induce Itinerari Previdenziali a pensare che, in realtà, l’idea (ampiamente diffusa) che le tasse le paghino solo i dipendenti sia vera solo in parte, dal momento che a versarle sono prevalentemente i quadri, i funzionari e i dirigenti: ovvero, le categorie meno tutelate da politica e sindacati.
Tra i pensionati, il 66% dichiara fino a 26mila euro e versa il 26,64% dell’IRPEF della categoria; il 16,4% con redditi sopra i 35mila euro ne versa il 49,7%.
Spostando poi la sua osservazione sull’area dei lavoratori autonomi, il rapporto segnale che costituiscono il 5,12% dei dichiaranti e versano 25,64 miliardi: e cioè, l’11,86% del gettito complessivo.
Anche per gli autonomi l’onere tributario appare assai concentrato, visto che il 36,89% di questi lavoratori – con redditi oltre i 35mila euro – paga l’88,88% dell’IRPEF della categoria, mentre circa 600mila autonomi applicano regimi agevolati.
Ed a questo proposito, Itinerari Previdenziali propone di abolire la flat tax, poichè – a suo avviso – presenterebbe alcuni aspetti di incostituzionalità e alimenterebbe il sommerso.
Ci sono, dunque, 24,8 milioni di Italiani che non pagano l’IRPEF e che rappresentano la differenza tra i 58,9 milioni di residenti (a fine 2024) ed i 34,1 milioni di versanti, ossia gli individui che pagano almeno un euro d’imposta. Si tratta, sostanzialmente, di cittadini senza redditi e che restano, quindi, a carico della collettività.
L’Osservatorio li distingue però in due gruppi distinti. Infatti, circa 16,1 milioni di residenti non presentano alcuna dichiarazione dei redditi: e si tratta di una platea che comprende i minori e chi non percepisce alcun reddito.
Altri 8,7 milioni di contribuenti presentano, invece, la propria dichiarazione senza imposta da versare, poiché i loro redditi rientrano nella cosiddetta “no tax area”, oppure perché detrazioni e agevolazioni, di fatto, azzerano l’imposta lorda. Pertanto, la lettura secondo la quale 24,8 milioni di Italiani non dichiarano redditi non è corretta.
Inoltre, anche chi non versa l’ IRPEF, paga, comunque, le imposte indirette, a partire dall’IVA sui consumi. In conclusione, Itinerari Previdenziali ritiene che i redditi dichiarati siano poco credibili se confrontati con consumi e abitudini di spesa: basti pensare che, nel 2025, la sola raccolta del gioco d’azzardo ha toccato 165,3 miliardi di euro.
Quanti italiani pagano l’IRPEF?
Sono 34,1 milioni i residenti che versano almeno un euro di IRPEF.
Chi versa la quota maggiore dell’IRPEF?
La quota maggiore è versata dai contribuenti con redditi tra 35mila e 55mila euro.
Scritto da: Ferruccio Bovio
Testata Giornalistica “GR News” registrata presso il Tribunale di Milano - Registro Stampa N° 194/2022 | GR News - Iscrizione al R.O.C. Registro Operatori della Comunicazione – Reg. n° 33572 - Copyright ©2025 Nextcom Srl – Società editoriale - P. IVA 06026720968 - TEL 02 35971400
GR News® è un marchio registrato in Italia Europa UK
Commenti post (0)