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today24 Settembre, 2026
La Confartigianato – presentando un’analisi (da essa stessa realizzata in collaborazione con i suoi Consorzi CAEM, CenPI e Multienergia) alla 22esima edizione dell’annuale convention “Energies and Systanibility Confartigianato High School”, tenutasi a Cagliari dal 21 al 23 settembre – ha messo in risalto come le micro e piccole imprese italiane paghino, per l’elettricità, ben 3,7 miliardi in più rispetto alla media europea, con un aggravio fiscale in bolletta che supera del 47% i livelli degli altri Paesi comunitari.
Pertanto, stando al rapporto di Confartigianato, la bolletta elettrica delle piccole imprese italiane risulta oggi essere tra le più costose d’Europa, collocandosi a 25,99 centesimi di euro per kilowattora: ossia, ad un prezzo che supera del 17,9% la media dell’Unione Europea (che si attesta, invece, a 22,04 centesimi/kWh) e che piazza, dunque, negativamente, il nostro Paese al terzo posto a livello comunitario, dietro all’Irlanda (con 28,33 centesimi) ed alla Germania (con 26,06 centesimi).
A gonfiare, in tale misura, il costo dell’elettricità a carico dei piccoli imprenditori italiani contribuisce, in maniera determinante, il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta (accise e oneri generali), poiché risulta, infatti, superiore del 47,7% rispetto alla media europea, con un carico pari a 5,44 centesimi per kilowattora: quindi, il terzo più alto in Europa dopo la Polonia (con 7,41 centesimi) e Cipro (con 7,32 centesimi).
Tra l’altro – come evidenzia lo studio della Confederazione artigiana – il fisco in bolletta cala con il crescere dei consumi: tanto è vero che le nostre grandi imprese energivore devono far fronte ad un prelievo fiscale che è inferiore alla media europea, mentre quelle che presentano consumi minori – e cioè, inferiori a 20 mWh – subiscono una pressione tributaria più elevata, che è addirittura pari al +75% nel confronto con il resto della UE.
Di conseguenza, più l’impresa è piccola e maggiore si rivela lo svantaggio rispetto alla media degli altri Paesi europei. Più in dettaglio, la Confartigianato ha pure stilato la classifica delle regioni e delle province gravate da un un maggiore extra costo “elettrico”, pagato dalle piccole imprese rispetto alla media continentale.
In testa alla graduatoria regionale si trova la Lombardia (con 700 milioni di euro), davanti al Veneto (con 376 milioni), all’Emilia Romagna (con 338 milioni), alla Puglia (con 280 milioni), alla Toscana (con 265 milioni), al Piemonte (con 262 milioni), alla Campania (con 247 milioni) ed alla Sicilia (con 239 milioni).
Invece, a livello provinciale, il divario più rilevante della bolletta elettrica delle piccole imprese rispetto al resto dell’Europa si riscontra a Brescia (con 135 milioni), a Milano (con 123 milioni), a Napoli (con 108 milioni), a Taranto (100 milioni), a Bergamo (con 97 milioni), a Torino (con 89 milioni), a Verona (con 82 milioni), a Treviso (con 66 milioni), a Vicenza (con 66 milioni), a Padova (con 66 milioni), a Udine (con 66 milioni) ed a Varese (con 66 milioni).
Nel commentare i dati di questa ricerca, il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha sottolineato come il caro energia freni la competitività delle piccole imprese. E, tra gli interventi strutturali che – secondo la Confederazione – sono da attuare con urgenza c’è “il riequilibrio del carico fiscale e degli oneri generali di sistema nelle bollette elettriche delle diverse dimensioni degli imprenditori” che, oggi, penalizzano le piccole aziende. Le quali si vedono costrette a pagare anche per i grandi gruppi energivori.
Le piccole imprese – ha precisato Granelli – “non chiedono privilegi, ma regole chiare e condizioni eque per competere in Europa”.
Pertanto, se si intende difendere il Made in Italy e accompagnare davvero le imprese nella transizione energetica, è evidente che non si può “continuare a far pagare alle più piccole un prezzo più alto proprio per l’energia che serve a produrre”.
Quanto pagano le piccole imprese italiane per l’elettricità?
25,99 centesimi di euro per kWh, il 17,9% in più rispetto alla media UE.
Qual è la regione con il maggiore extra costo elettrico?
La Lombardia, con un extra costo stimato in 700 milioni di euro.
Scritto da: Ferruccio Bovio
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